Finito sotto processo per il rogo devastante appiccato per dare fuoco ai rifiuti, ha patteggiato un anno e quattro mesi di reclusione il montecosarese 66enne Luigi Ercoli. Il fatto era successo il 7 aprile dell’anno scorso. Per disfarsi di un piccolo cumulo di rifiuti urbani, l’uomo gli aveva dato...

Finito sotto processo per il rogo devastante appiccato per dare fuoco ai rifiuti, ha patteggiato un anno e quattro mesi di reclusione il montecosarese 66enne Luigi Ercoli. Il fatto era successo il 7 aprile dell’anno scorso. Per disfarsi di un piccolo cumulo di rifiuti urbani, l’uomo gli aveva dato fuoco, ma ben presto aveva perso il controllo delle fiamme, che si erano propagate nella scarpata e nel terreno sovrastante, in località Cavallino. L’incendio aveva raggiunto la vegetazione della zona fatta di canne, piante di olivo, querce e acacie, e poi sei auto di cui una a metano, poi altri rifiuti e materiali vari come pneumatici, bancali di legno, casse di plastica, lastre di eternit e la parte di un fabbricato industriale in disuso. Il fuoco aveva danneggiato anche un cavo dell’elettricità, lasciando senza corrente le case vicine. Una colonna di fumo si era alzata dalla zona, mentre le fiamme divampavano. Spento il rogo, a Ercoli il Comune aveva imposto di bonificare e mettere in sicurezza tutta la zona, cosa però alla quale lui non aveva provveduto. Per questo era finito sotto processo, con le accuse di incendio e di mancata ottemperanza a un ordine dell’autorità. Ieri per lui si è tenuta l’udienza preliminare, nel tribunale a Macerata, davanti al giudice Domenico Potetti. In aula l’avvocato difensore Giorgio De Seriis ha chiesto di patteggiare la pena, concordata con il pubblico ministero Rita Barbieri a un anno e quattro mesi di reclusione. Così il montecosarese ha chiuso una vicenda giudiziaria.