I braccianti nella caserma dei carabinieri di Civitanova, dopo i controlli
I braccianti nella caserma dei carabinieri di Civitanova, dopo i controlli

Recanati (Macerata) 1 settembre 2018 - Al lavoro sui campi di insalata per dieci o dodici ore filate invece che sei e mezza, pagati cinque euro invece di dieci, senza protezioni per mani e piedi, senza visite mediche, senza formazione, senza giorni di riposo, stipati in 13 su un furgone che al massimo poteva portare nove persone. E’ quello che hanno trovato i carabinieri della Compagnia di Civitanova, ieri pomeriggio, con un controllo mirato tra Recanati e Montelupone. Due persone sono state denunciate per il caporalato.

L’operazione è stata attuata con 25 militari, in borghese e in divisa, del Nucleo Ispettorato del lavoro, anche con l’elicottero. Proprio grazie a questo è stato possibile seguire dall’alto il furgone che, in un campo dove viene coltivata l’insalata tra Recanati e Montelupone, aveva fatto salire i braccianti. A San Firmano, il furgone è stato fermato e controllato. A bordo erano stipate tredici persone (pakistani e del centro Africa), sebbene il mezzo potesse portarne solo nove. Dalle impronte digitali, si è scoperto che quattro di loro avevano il permesso di soggiorno regolare, gli altri avevano in corso le domande per la richiesta di asilo; dodici erano in carico a una onlus della zona.

Per quel lavoro, la legge prevede il pagamento di dieci euro l’ora, invece questi ne avrebbero presi cinque; inoltre avrebbero lavorato per dieci-dodici ore invece delle sei e mezza previste. Nessun dispositivo di sicurezza per mani, piedi e testa, nessuna visita medica.

In teoria erano stati assunti da una azienda agricola della zona, ma nessuno di loro aveva ricevuto il contratto di lavoro, dunque non erano in grado di sapere quali fossero gli accordi su orari, turni, retribuzione.

L’autista del furgone, che dava gli ordini ai braccianti, e il titolare della ditta, entrambi pakistani, sono stati denunciati per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, cioè il cosiddetto caporalato. All’azienda sono state fatte multe per 17.300 euro. Il furgone è stato sequestrato.