Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile, con il governatore Ceriscioli (De Marco)
Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile, con il governatore Ceriscioli (De Marco)

Civitanova, 21 maggio 2020 - «Trasferire i pazienti critici Covid da ospedali sicuri, dove hanno ricevuto finora le cure necessarie, ad un ospedale che non sappiamo se possa rispettare i criteri di sicurezza adeguati in un periodo che ormai è palesemente al di fuori dell’emergenza data dal picco della epidemia, è da irresponsabili". L’affondo al Covid Hospital di Civitanova, al presidente della Regione che lo ha voluto a tutti i costi e a tutta la struttura gestionale alle spalle è durissimo e porta la firma di chi fino ad oggi i pazienti gravi da Coronavirus li ha curati, in prima linea. Sono 232 anestesisti e rianimatori delle Marche (nel documento mancano le firme dei colleghi della provincia di Pesaro, una settantina scarsa), 44 dei quali specializzandi che dicono no ad una serie di punti imposti dalla Regione in merito alla Fiera Covid di Civitanova e al reclutamento di personale medico di anestesia e rianimazione.
 

Leggi anche Decreto Rilancio, il testo in Pdf Il virologo: così la pandemia è finita  Fase 2, riecco la movida: sindaci lanciano ultimatum

Dovevano essere soprattutto loro le figure mediche maggiormente interessate dall’avvio del nuovo ospedale a due passi dal palazzetto dello sport di Civitanova. Questo almeno fino ad un mese fa ed oltre, ora le cose sono cambiate e quell’urgenza non esiste più. Agli anestesisti marchigiani non piacciono una serie di misure imposte dall’alto. L’attacco prosegue e sale di intensità: "Dopo aver fronteggiato la reale ondata Covid senza esitazione e senza esserci sottratti alle nostre responsabilità, pur di fronte al rischio dato anche da frequenti pecche organizzative, riteniamo ingiusta nei nostri confronti la possibilità che, in mancanza di personale volontario, alcuni di noi possano essere costretti a lavorare al Covid-Fiera accampando una finta esigenza ‘emergenziale’ che sembra nascondere una reale necessità politica".
 

«Riteniamo, inoltre, inadeguato il sempre più ampio ricorso a contratti a tempo determinato di personale medico non ancora specialistico per contrastare un’emergenza che non è più tale, che va invece a devalorizzare la nostra professione di anestesisti rianimatori, riducendo la qualità delle cure ai pazienti nelle strutture pubbliche. È doveroso, infine, segnalare come in presenza di una carenza cronica di medici anestesisti rianimatori su tutto il territorio marchigiano, la precettazione del personale dalle strutture ospedaliere pubbliche senza un adeguato rimpiazzo priverebbe ulteriormente le cittadinanze di servizi sanitari essenziali".
 

«Ci auguriamo – concludono i medici – che, per sopperire alla carenza del personale che si verrebbe a creare dall’arruolamento di anestesisti a Civitanova, non venga proposto di svolgere turni aggiuntivi a un personale già oberato". I 232 professionisti hanno inviato una lettera ai responsabili sindacali, già al tavolo delle trattative con Asur sulla vicenda. Il confronto fino ad ora non ha prodotto risultati favorevoli, le parti torneranno ad incontrarsi entro questa settimana.
© RIPRODUZIONE RISERVATA