Civitanova, 20 agosto 2019 - Inizia da questa sera una nuova avventura per Simone Scipioni. Il 23enne, che dalla cucina della nonna a Montecosaro è approdato alla vittoria di Masterchef (fotovideo), è stato infatti chiamato a guidare la cucina della Locanda Fontezoppa, adiacente alla omonima cantina di contrada San Domenico a Civitanova. «Per me è un sogno che si realizza» racconta lui, fresco di nomina di chef e creative manager del ristorante.

Come è nata questa collaborazione con Fontezoppa?

«Sono stato contattato dai responsabili della Locanda, e abbiamo trovato questa formula insieme. Mi hanno dato carta bianca, ma abbiamo concordato di portare avanti la linea del ristorante sulla valorizzazione dei prodotti locali e della tradizione. Comunque, porterò il mio tocco».

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Cosa prevede il menù?

«Lo abbiamo già preparato, è di carne con qualche sorpresa. Non posso anticipare nulla, ma tutto quello che cercherò di proporre viene da me, è una mia interpretazione personale di quello che credo siano il territorio e i suoi prodotti».

Qualcosa in particolare su cui punterà?

«Di sicuro, ci saranno molto gli animali da cortile e cioè quaglie, anatre e piccioni, di cui sono molto appassionato».

Ci sarà spazio per la cucina esotica o temi extra territorio?

«Nulla ci vieterà di organizzare serate particolari, con ispirazioni diverse. Ma in generale la linea è quella di scegliere prodotti a chilometri zero, di valorizzare la tradizionale locale, facendola evolvere ma partendo da qui».

Lei è molto giovane, come affronta l’esperienza nuova da chef di un ristorante rinomato?

«È vero, per me è la prima grossa esperienza con questo livello di responsabilità. Una cosa che suscita diverse emozioni: spaventa, stimola, dà ansia, ma anche felicità. Ci sono la fatica, lo stress, ma anche la soddisfazione grande».

Il risultato arriva grazie alla vittoria di Masterchef?

«Sicuramente, al di là del trambusto iniziale vincere quel talent mi ha dato la carriera che volevo. Un sogno che si realizza».

Cercate anche altri collabaratori?

«Sì: non basta una persona per portare avanti una cucina. Io ho delle persone che lavorano con me, e altre sono già alla Locanda, ma anche sotto questo punto di vista pensiamo a una evoluzione».