Modena, 18 novembre 2020 - Nelle ore nere del Covid c’è il cielo in una stanza, a Campogalliano. Riflesso dalla finestra, sul muro accanto al letto: "La mia stanza-casa", dice Stefano Bonaccini. Il governatore dell’Emilia-Romagna, positivo al Coronavirus e alle prese con una polmonite bilaterale, si mostra dopo sedici giorni. E per la prima volta lo fa con un selfie. Diretto, occhi negli occhi. Un lieve azzurro alle pareti, appunto, e un riflessso sugli occhiali-simbolo. Un mezzo sorriso, forse anche qualcosa di più. Maglione nero basico, il volto più magro, i capelli che fanno capolino. È una foto che deflagra sul web: nello scatto non c’è il governatore Stefano Bonaccini, ma l’uomo-Stefano. Chi lo conosce sa che non vuole spettacolarizzare la malattia. Finora non ne ha parlato se non in maniera succinta. Ma la foto è un messaggio,...

Modena, 18 novembre 2020 - Nelle ore nere del Covid c’è il cielo in una stanza, a Campogalliano. Riflesso dalla finestra, sul muro accanto al letto: "La mia stanza-casa", dice Stefano Bonaccini. Il governatore dell’Emilia-Romagna, positivo al Coronavirus e alle prese con una polmonite bilaterale, si mostra dopo sedici giorni. E per la prima volta lo fa con un selfie. Diretto, occhi negli occhi. Un lieve azzurro alle pareti, appunto, e un riflessso sugli occhiali-simbolo. Un mezzo sorriso, forse anche qualcosa di più.

Maglione nero basico, il volto più magro, i capelli che fanno capolino. È una foto che deflagra sul web: nello scatto non c’è il governatore Stefano Bonaccini, ma l’uomo-Stefano. Chi lo conosce sa che non vuole spettacolarizzare la malattia. Finora non ne ha parlato se non in maniera succinta. Ma la foto è un messaggio, per chi è malato e chi non lo è. La foto, affidata a Facebook e Instagram, mostra la malattia, ma pure la speranza della guarigione. Ricorda la copertina dell’autobiografia di Andre Agassi, ‘Open’. Se pensa al confronto, Bonaccini sorride: finora si era beccato al massimo l’accostamento ‘renziano’ con Bruce Willis.

Il post su Facebook di Stefano Bonaccini

Il post di Stefano Bonaccini

"Ho ricevuto decine di migliaia di messaggi di affetto e vicinanza, sono rimasto impressionato", dice lui. "L’immagine me la sono scattata da solo nella camera-casa mia, dove faccio terapia in isolamento", aggiunge. Nei giorni scorsi aveva passato la notte e altre ore in ospedale, a Modena. Ora la sua vita è dietro una porta: a qualche centimetro si muovono la moglie e le figlie, negative al Covid. Separati, ma uniti. Nei giorni scorsi un secondo tampone, ancora positivo: Bonaccini ne farà un altro nel fine settimana.

La stanza-casa, si diceva: oltre a Sky, utile per ‘staccare’ e seguire le partite, il ‘pres’ (come lo chiamano i suoi collaboratori) ha solo un cellulare. Scatola nera e collegamento col mondo: è attraverso il telefono che passano le videoconferenze di zoom, riunioni, telefonate, incontri a distanza anche se la malattia richiede riposo. Con la polmonite non si scherza.

"Voglio ringraziarvi per i tantissimi messaggi che continuano ad arrivarmi in queste ore – scrive sui social il presidente –. Anche da persone a me sconosciute. Come saprete, nei giorni scorsi ho passato una notte in ospedale per una serie di accertamenti. I risultati, per fortuna, sono stati buoni, con parametri medici nella norma, e già nel pomeriggio ero di nuovo a casa, dove sto proseguendo il periodo di isolamento e le terapie per curare la polmonite bilaterale che mi ha colpito. Mi sento comunque meglio".

Chi lo conosce, sa che odia fermarsi: "Non è facile, tuttavia devo rispettare il riposo che i sanitari mi hanno consigliato, per uscirne il prima possibile". Seguono davvero decine di migliaia di commenti. Che spazzano quasi via, come una medicina, le notti e i giorni segnati dalla stanchezza e dai colpi di tosse. C’è chi chiede di restare aggiornato sulle condizioni di salute, chi chiede il trasferimento in Emilia-Romagna, chi dice solo "Forza" e chi, come Davide – infermiere in un reparto Covid a Bologna –, è "coinvolto in prima persona in questa lotta" e coglie al balzo la situazione.

Il professor Roberto Grandi, esperto di comunicazione pubblica, non ha dubbi nel commentare la foto: "È un primo piano, un ’io’ che diventa ’noi’. Una immagine vera. Oggi il corpo del leader politico è costruito per rappresentare di volta in volta forza, determinazione, sfida, rassicurazione, rassegnazione. Sono corpi costruiti, sia che abbiano dei consulenti, sia che non li abbiano – ragiona Grandi –. La foto in questo caso è invece la firma di autenticità del post. Tu, cittadino, vedi l’uomo di fronte. Il modello è la foto segnaletica: i politici non sono mai di fronte, mentre questa volta Bonaccini, anzi Stefano, è occhi negli occhi. È un’immagine adatta a questo periodo in cui puoi anche permetterti di non farti fare le foto con tutti gli orpelli, ma scattare foto vere, in cui si può riconoscere chiunque".

Quando potrà finalmente uscire di casa e si sarà negativizzato, Bonaccini incontrerà la stampa, da remoto. Per ora si affida a un ultimo messaggio al plurale per cercare di battere il virus: "Forza che ce la facciamo".