Coronavirus, controlli durante il lockdown (Pressphoto)
Coronavirus, controlli durante il lockdown (Pressphoto)

Modena, 13 luglio 2020 - In quanti hanno davvero aderito al lockdown e come tale blocco è riuscito a contenere l’epidemia da Coronavirus? Questo l’interrogativo che ha condotto lo studio promosso dagli igienisti di Unimore, che ha preso in analisi i comportamenti dei cittadini delle regioni del Nord durante il periodo emergenziale. Condotte virtuose che hanno reso la chiusura efficace contro il virus, dimostra la ricerca.

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Come punto di partenza, i ricercatori hanno ottenuto su base spaziale e temporale l’intero patrimonio informativo dei movimenti dei telefoni cellulari nelle tre regioni più fortemente colpite dal Covid-19, (cioè Lombardia Veneto ed Emilia Romagna). E' stato definito “movimento” uno spostamento del cellulare almeno pari a 2 chilometri. Così, attraverso l’uso di avanzati modelli di analisi statistica (tra i quali lo stimatore di Newey–West e la regressione di Laplace) i ricercatori hanno potuto monitorare e studiare la situazione, evidenziando come l’obbligo di rimanere chiusi in casa abbia determinato un esito positivo, aiutando a contenere i contagi.

Infatti, tenendo conto che il periodo di incubazione clinica dell’infezione dura circa 5 giorni (e tenendo conto anche del ritardo ‘diagnostico’ medio nella comunicazione ufficiale dell’esito del tampone) lo studio è riuscito a dimostrare come l’effetto del lockdown sia stato pressoché immediato riguardo il picco dell’infezione: nelle due province di Modena e Reggio Emilia, ad esempio, la curva di crescita dell’epidemia si è interrotta e invertita a distanza rispettivamente di 18 e 19 giorni, suggerendo pertanto come il reale inizio del contenimento si sia verificato 8-9 giorni dopo l’istituzione del lockdown.

La metodologia dello studio, inoltre, è certamente attendibile,  vista la fortissima diffusione della telefonia cellulare nel Paese (una della più elevate al mondo): già dopo il primo stop del 23 febbraio la mobilità ha visto una diminuzione di circa il 20%, mentre nella seconda parte (dall’8 marzo in poi) ha segnalato addirittura l’80%, testimoniando così l’altissima adesione da parte della popolazione, obbligata a rimanere in casa, alle misure adottate. Stando alla ricerca, l’abbattimento della mobilità è risultato il punto cruciale per limitare la diffusione del virus. 

“Questo studio è estremamente rilevante per tutti noi - commenta il Rettore Carlo Adolfo Porro - in quanto dimostra, con l’autorevolezza di un rigoroso approccio metodologico, che le restrizioni affrontate nei mesi passati sono state efficaci per contenere l’epidemia Covid19”. I risultati della ricerca promossa dal professor Marco Vinceti di Unimore sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista inglese EClinicalMedicine, la rivista open access del gruppo Lancet.