Ancona, 20 gennaio 2021 - Di seguito pubblichiamo l’analisi, in esclusiva per il Carlino, di Marco Pompili, epidemiologo della Regione Marche, sullo stato dell’emergenza e sulle prospettive future. Pompili fa parte del Gores, tavolo tecnico permanente per le emergenze sanitarie 

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Come sono messe le Marche. In questo momento nella regione Marche registriamo un andamento in flessione nella comparazione con l’ultima settimana e in linea con l’ultima settimana di dicembre. Veniamo ai numeri: chiudiamo la settimana con una media di 476 casi al giorno, un delta rispetto alla scorsa settimana di -80 casi di media al giorno e a livello diagnostico sono state testate 38.455 persone (toccando il massimo sviluppo diagnostico dall’inizio della pandemia). Livello della curva epidemica: si è registrata una crescita dell’incidenza iniziata l’ultima settimana di dicembre (una terza fase della crescita pandemica) con un’incidenza settimanale complessiva di 3.277 casi positivi e continuata nella settimana successiva (prima parte di gennaio) toccando il picco della terza fase con 3.841 casi positivi diagnosticati. In questa settimana si è registrata una regressione della curva epidemica, registrando per la prima volta in questa terza fase pandemica una riduzione dei casi positivi nella comparazione con la settimana dal 4 al 10 gennaio.

Quali sono le province più a rischio. In questo momento i territori che registrano un’incidenza maggiore nella valutazione sull’ultima settimana risultano essere: la provincia di Pesaro-Urbino ha registrato un tasso di incidenza di 221,88 su 100.000 (quindi risultano positivi 221 persone ogni 100.000 residenti), la provincia di Fermo con 205 casi positivi su 100.000 abitanti e la provincia di Ancona con 192,96 su 100.000. A livello diagnostico va sottolineato che queste aree territoriali hanno un diverso rapporto positivi/testati e la provincia di Pesaro-Urbino, nella comparazione con gli atri territori, risulta avere una probabilità maggiore di trovare un caso positivo (nell’ultima settimana ha un rapporto positivi/testati del 26,25%).

I nuovi parametri ministeriali. Nella costruzione del set di indicatori si inserisce la valutazione del rischio per la classificazione delle regioni. Facciamo un esempio, con un Rt sotto 1 e con un rischio alto si hanno le condizioni per entrare zona arancione. Come viene valutato il rischio alto: gli indicatori ministeriali che valutano la condizione di rischio di un determinato territorio sono costruiti per leggere il rischio attraverso la variazione degli indicatori nelle settimane. Prendendo i principali parametri, nella regione Marche nella settimana dal 4 al 10 si è registrato un incremento dell’incidenza complessiva, della percentuale dei posti letto in area intensiva, della percentuale dei posti letto in area medica. Questa variazione (in incremento) ha determinato una valutazione del rischio alta. Un appunto mi sembra necessario sulla valutazione dell’incidenza, in una pandemia non è sufficiente valutare solo l’incremento dei casi, esempio nelle Marche nella settimana dal 4 al 10 si è registrato un incremento di circa 500 casi complessivi (rispetto alla settimana dal 28 al 3) ma con un incremento di circa settemila tamponi diagnostici e quindi con una riduzione del rapporto positivi/testati.

Lo screening. Lo screening nelle Marche ha portato complessivamente a rilevare circa mille soggetti positivi con un monitoraggio complessivo di circa 170mila persone, una percentuale di prevalenza dello 0,6%, con una diversificazione importante a livello territoriale. Veniamo all’analisi: le province di Macerata, Pesaro-Urbino e Fermo hanno registrato una percentuale di prevalenza importante, Macerata una media di prevalenza dell’1,1%, la provincia di Fermo e di Pesaro-Urbino hanno rilevato una percentuale di prevalenza dello 0,8%. Le nostre analisi in fase di preparazione, partendo dalle linee guida dell’Ecdc e dalle esperienze di altri territori, indicavano una percentuale attorno allo 0,5% nelle realtà a bassa incidenza e una percentuale attorno all’ 1% nelle realtà ad alta incidenza. Va comunque sottolineato che trovare una prevalenza di circa mille soggetti asintomatici è un’operazione che risulterà fondamentale in questo mese e i primi di febbraio e grazie alla quale abbiamo anticipato tutta la parte del tracciamento nei soggetti rilevati.

Scuola. Sull’apertura della scuola sono molto preoccupato, nella settimana dal 12 al 18 ottobre avevamo un’incidenza nella classe di età 14-18 anni di 91,1 su 100.000 (nel target di età) e nella settimana dal 26 ottobre al primo novembre la stessa classe di età aveva un’incidenza nella settimana di 347 su 100.000, in 12 giorni una crescita dell’incidenza di +256 su 100.000. Oggi partiamo da un’incidenza prima dell’apertura di 214 su 100.000, per questo motivo capisco la preoccupazione e l’attenzione che merita una decisione così importante.

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