Ramadan 2022, inizio e fine in Italia

Il messaggio del cardinale di Bologna alla comunità islamica: il digiuno sia segno della nostra partecipazione alle sofferenze di sorelle e fratelli travolti dalla guerra

Ramadan, nel 2022 inizia il 2 aprile e finisce il 2 maggio
Ramadan, nel 2022 inizia il 2 aprile e finisce il 2 maggio

Bologna, 30 marzo 2022 - Sabato 2 aprile inizia il Ramadan, che - nel calendario musulmano - è uno dei dodici mesi che compongono l'anno. Ed è quello dedicato al digiuno, uno dei cinque precetti fondamentali dell'islam, al quale sono chiamati tutti i fedeli con le sole eccezioni per persone gravemente malate, anziani, diabetici, donne in gravidanza, allattamento o nel periodo delle mestruazioni. 

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​Cos'è il Ramadan

Dall'alba a tramonto, in questo periodo, i fedeli sono chiamati a non bere né mangiare, attività che sono consentite soltanto prima del sorgere del sole e dopo il tramonto. Assieme al digiuno, i fedeli devono anche astinersi dalle pratiche sessuali, dal fumare, ma anche da peccati di parola (per esempio, insulto, calunnia, bestemmia, menzogna) o da azioni violente. In compenso, sono invitati a recitare preghiere, a compiere azioni di beneficenza e a una ferrea autodisciplina.

Quanto dura

Il Ramadan dura 30 giorni e cade in un periodo sempre diverso dell'anno perché il calendario islamico si basa sulle fasi lunari: quest'anno inizia il 2 aprile e finisce il 2 maggio con la festa dell'interruzione (īd al-fiṭr), durante la quale, spesso, le comunità islamiche si aprono alle città. 

Il saluto del cardinale di Bologna

In occasione dell'inzio del Ramandan, l'arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi ha mandato un messaggio alla comunità islamica: "In un’ora del mondo segnata da grande dolore abbiamo bisogno di stringere più forti legami di amicizia, come segno tangibile della nostra volontà di pace. Proprio mentre ci sembrava di uscire da una prova terribile, quella della pandemia, eccoci di fronte a una guerra sanguinosa, che bussa alle nostre porte e fa appello alle nostre coscienze, così come a quelle dei responsabili della politica - scrive monsignor Zuppi -. Dobbiamo unirci per chiedere con forza la cessazione dei combattimenti tra Russia e Ucraina e una soluzione pacifica delle controversie, nella ricerca del bene comune. Possa davvero essere il digiuno segno della nostra partecipazione alle sofferenze delle nostre sorelle e dei nostri fratelli travolti dalla guerra, in Ucraina così come in tante parti del mondo, le cosiddette “guerre dimenticate”. Il mio augurio è dunque che la 'rottura del digiuno', con la festa di Pasqua il 17 aprile e la fine di Ramadan il 2 maggio, sia rottura delle catene della guerra e inizio di una nuova primavera di pace".