Bologna, 8 gennaio 2021 - L'Emilia Romagna pronta a somministrare i vaccini anti Covid anche di notte. "Ho detto ai direttori delle Asl di tenerci pronti anche per aperture notturne, se serve", afferma il Governatore Stefano Bonaccini in tv a Mattino 5.  Detto, fatto: a partire da lunedì 11 gennaio l’Azienda Usl di Bologna inizierà infatti a vaccinare anche di sera, estendendo l’orario di attività del punto vaccini della Fiera fino alle 22. 

Sarà così possibile vaccinare fino a 200 persone in più per ogni turno serale: dopo quello di lunedì, il successivo è in programma venerdì 15 gennaio. Una scelta che da una parte permette di aderire in maniera ancora più stringente al cronoprogramma delle somministrazioni previste per i primi aventi diritto, cioè personale della sanità e operatori e ospiti delle strutture socio-assistenziali, dall’altra pone le basi per un corretto ed efficace svolgimento delle fasi successive della campagna vaccinale, che nei prossimi mesi riguarderà sempre più cittadini. 

“In ogni fase di questa pandemia che ormai dura da quasi un anno ho sempre avuto la certezza che l’impegno e la disponibilità del nostro personale sanitario facesse la differenza - dichiara l’assessore alle Politiche per la salute Raffaele Donini -, e anche oggi ne ho la riprova: dopo mesi difficili, di impegno costante in prima linea, non era scontato trovare donne e uomini disposti a farsi carico di ulteriore lavoro”.

“Ma la sanità dell’Emilia Romagna è una eccellenza proprio perché sono eccezionali le persone che vi lavorano: io non posso fare altro che ringraziarli - conclude Donini -, e ricordare a tutti che proprio per non vanificare gli sforzi dei nostri operatori è importante non abbassare la guardia e continuare a seguire tutte le misure di sicurezza. Un vaccino alla volta ci avviciniamo al ritorno alla normalità”.  

L’Asl di Bologna in particolare ha scelto di dedicare questi nuovi turni aggiuntivi di vaccinazione ad alcune categorie specifiche, come le direzioni dell’Ausl stessa, dell’Istituto ortopedico Rizzoli e del policlinico Sant’Orsola, il personale degli uffici sanitari delle forze dell’ordine, dell’esercito e dell’Inail, gli assistenti sociali e gli psicologi del Comune di Bologna insieme ai rappresentanti delle associazioni dei pazienti e di quelle di volontariato attive negli ospedali. 

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L’obiettivo della Regione è di arrivare a vaccinare tutta la popolazione entro settembre. "L'Italia si sta comportando bene" sulla prima fase dei vaccini - è il parere del Presidente di Regione - e "da marzo sarà la vera sfida". In tv ha ribadito la necessità di "coinvolgere i medici di base per ampliare la platea vaccinale".

Per Bonaccini "si è detto che a fine anno si avrà l'immunità di gregge, ma io penso che si possa avere parecchi mesi prima e noi come Emilia-Romagna vogliamo essere pronti a raddoppiare o triplicare" il numero di dosi somministrate: "Se oggi facciamo 50-60mila vaccini alla settimana, noi dobbiamo essere in grado da marzo di triplicare questo numero". 

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Il Governatore non esclude la terza ondata: "Per combattere la pandemia economica e sociale bisogna che sconfiggiamo quella sanitaria. Serve che i comportamenti siano il più adeguati possibile". "Ieri, parlando, con gli epidemiologi - ha aggiunto - mi dicevano che in questo momento ci sono molti focolai familiari", probabilmente conseguenza di pranzi e cene durante le festività. Comunque "in tutta Europa ci sono situazioni addirittura più pesanti dell'italia", afferma il Governatore". 

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