Ancona, 27 dicembre 2020 - “Non ho provato alcun fastidio, è andato tutto liscio e adesso sto bene. Sono orgoglioso di essere idealmente il primo operatore sanitario vaccinato nelle Marche e dedico questo evento alla memoria del medico marchigiano Carlo Urbani e del suo sacrificio. Questo vaccino lo dobbiamo anche a lui”. La dedica scelta dal dottor Adolfo Pansoni, primario del pronto soccorso dell’ospedale di Osimo/Inrca, ha sollecitato un applauso. Un pensiero dedicato a chi ha contribuito ad identificare e classificare la Sars i cui effetti, quelli della polmonite atipica provocati dal virus, uccisero, nel marzo del 2003, il microbiologo di Castelplanio.

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Oggi 27 dicembre, data storica, diciassette anni dopo, in epoca di Covid-19, è partita ufficialmente la controffensiva nei confronti del virus dopo quasi un anno di azione difensiva. I primi 200 vaccini sono stati inoculati in altrettanti operatori sanitari delle Marche, tra aziende ospedaliere, Asur e due residenze sanitarie assistite per anziani.

​I punti di vaccinazione

Sono nove i centri dove sono state inviate le dosi arrivate nelle Marche stamattina all’alba: a Torrette 35 dosi, 15 a San Benedetto, Inrca, Urbino, Jesi e San Severino, 40 alla rsa di Arcevia, 20 a Marche Nord e alla Residenza Dorica di Ancona, 10 a Fermo. 

Saltamartini: "Una giornata importante"

“Una giornata importante per le Marche - ha detto l’assessore regionale alla sanità, Filippo Saltamartini -. Presto arriveranno le 38mila dosi per vaccinare i nostri operatori sanitari, quelli delle aziende ospedaliere e dell’Asur, ma anche quelli della sanità privata e delle case di riposo. A seguire vaccineremo i soggetti più fragili, ultrasettantenni e soggetti fragili ed entro settembre, se il governo centrale ci assiste inviandoci le dosi necessarie, inoculeremo il vaccino a 700mila marchigiani, metà della popolazione. Oltre a quello della Pfizer, già a disposizione, la settimana prossima sarà disponibile il prodotto della Moderna. Noi ci fidiamo dei vaccini prodotti da Paesi democratici, meno dalla Cina. Il problema semmai adesso sarà quello di alzare il numero dei vaccinati. Tra gli operatori sanitari le prime adesioni ci dicono che in alcuni ospedali la percentuale arriva anche all’80%, in altri non supera il 40%. L’articolo 32 della Costituzione indica come le cure non possano essere rese obbligatorie, ogni soggetto è libero di aderire o meno alla campagna, ma è chiaro che per i dipendenti sanitari si porrà la questione delle norme di sicurezza in ambiente di lavoro”.

La prima inoculazione è avvenuta all’Inrca di Ancona dove la Regione ha stabilito uno dei sette punti di raccolta e stoccaggio dei vaccini anche in chiave futura: “Il Coronavirus ci ha sconvolto ma non travolto - ha detto il direttore generale dell’istituto nazionale di ricerca e cura degli anziani, Gianni Genga -. Stiamo vivendo un momento decisivo dopo dieci mesi durissimi, oggi finalmente iniziamo a vedere la luce e la prospettiva del contrasto alla pandemia cambia. Dobbiamo spezzare questa catena. Non dimentico gli sforzi e i sacrifici dei miei sanitari come quelli di tutti gli ospedali marchigiani, indossare per otto ore una tuta e operare in certe condizioni non è semplice”. Intanto la campagna di screening di massa attraverso tamponi antigenici rapidi è ripresa oggi soltanto ad Ancona fino a martedì, mentre negli altri capoluoghi di provincia è terminata il 23 dicembre. Dal 7 gennaio via alla seconda fase nelle cittadine sopra i 20mila abitanti, per la terza – i comuni più piccoli - se ne riparla tra fine gennaio ed inizio febbraio.

Primo vaccinato: a Osimo alle 10,06

"Nessun dubbio: il vaccino rappresenta un'arma importantissima per contenere la pandemia e spero ci aiuti a uscire quanto prima dall'emergenza sanitaria. Il mio vuol essere un esempio, un contributo a favorire quanto più possibile la diffusione del vaccino". Così il direttore del pronto soccorso dell'ospedale di Osimo, Adolfo Pansoni, il primo medico sottoposto nelle Marche al vaccino Pfizer-Biontech questa mattina all'Inrca di Ancona. è stato vaccinato alle 10.06.

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Covid nelle Marche, il bollettino del 27 dicembre

Pesaro: la prima è la dottoressa Lambertini

E' la dottoressa del pronto soccorso Margherita Lambertini, 53 anni, originaria di Napoli, residente a Pesaro (video), la prima vaccinata all'ospedale Marche Nord, diventata famosa nella prima ondata perché il suo volto segnato dalla mascherina venne fotografato da Alberto Giuliani per un reportage di risonanza mondiale: "Finalmente un bel giorno dopo mesi di sofferenze e di battaglie - ha detto la dottoressa subito dopo l'iniezione del vaccino Pfizer biontech a cui si è sottoposta stamane insieme a 19 colleghi ospedalieri - tra cui l'infermiera Elisa Burzacchi di 34 anni - siamo felici  per questo momento, per la prima volta giochiamo d'anticipo sul virus mentre fino ad ora lo abbiamo solo rincorso. Invitiamo tutti a seguire il nostro esempio".

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Il direttore sanitario Edoardo Berselli, anche lui vaccinatosi, ha rivelato che "20 dipendenti su 2200 dell'ospedale Marche Nord si sono rifiutati di vaccinarsi, in altre parole non hanno dato il consenso al piano di vaccinazione che li avrebbe riguardati. Non possiamo prendere alcuna iniziativa disciplinare nei loro confronti - ha detto  - ma speriamo che possano rivedere la loro decisione man mano che arriveranno altri vaccini". Ha aggiunto la dottoressa Lambertini: "E' una questione di cultura, di responsabilità e di studio perché chi fa questo lavoro sa cosa significa". Il dottor Berselli annuncia: "In dieci giorni vaccineremo tutto il personale di Marche Nord e poi andremo a vaccinare tutte le altre categorie". L'infermiera Elisa Burzacchi ha detto: "Sono orgogliosa del nostro gesto e se anche una sola persona potrà sottoporsi al vaccino perché seguirà il nostro esempio, vorrà dire che la gioia sarà doppia". 

San Severino (Macerata): la prima dose tocca al dottor Palazzo

Alle ore 10.19 di oggi la prima somministrazione del vaccino Pfizer Biontech anti-SARS-CoV-2 all’ospedale “Bartolomeo Eustachio” di San Severino Marche (video). A ricevere la prima dose di vaccino il dottor Massimo Palazzo, direttore del dipartimento rischio clinico dell’Av3. Subito dopo, con una cadenza puntuale di dieci minuti tra una somministrazione e l’altra, altri 19 candidati. Presenti all’avvio della campagna di vaccinazione il direttore generale dell’Asur Marche, dottoressa Daniela Corsi, il direttore del dipartimento di prevenzione dell’Av3, dottor Alberto Tibaldi, il sindaco di San Severino, Rosa Piermattei.

Con loro la dottoressa Mara Buccolini, direttore delle professioni sanitarie area infermieristico ostetrica dell’Av3, la dottoressa Franca Laici, direttrice dell’unità operativa Isp dell’Av3, il dottor Adriano Giglioni, direttore della farmacia ospedaliera dell’Av3, la dottoressa Loredana Scoccia, dirigente del servizio farmacia ospedaliera Av3, il dottor Carlo Di Falco, direttore medico presidio unico ospedaliero Av3, il dottor Angelo Meo direttore dell’unità operativa complessa di rianimazione Camerino-San Severino, e il dottor Paolo Gubinelli, direttore amministrativo del dipartimento di prevenzione Av3.

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Insieme al dottor Palazzo tra le prime venti somministrazioni del vaccino Roberto Catalini direttore dell’unità operativa complessa di medicina dell’ospedale di Macerata, Federico Cotticelli del dipartimento emergenza Av3, Mauro Angeloni operatore socio sanitario del dipartimento chirurgico di Civitanova, Antonella Menco infermiera della chirurgia di Macerata, Giuseppina Scoccia infermiera, Gabriella Pelagalli veterinario, Silvia Menghi operatrice socio sanitaria, Andrea Mosca, Sandro Colonnelli operatore socio sanitario, Mauro Ferrentino medico specialista ambulatoriale, Giulio Sorrenti tecnico di prevenzione, Giuseppina Tatangelo medico di guardia medica, Sabrina Brandi specialista ambulatoriale, Fabio Torresi veterinario, Alberto Gubinelli dirigente medico, Maria Gabriella Corradini dirigente medico, Paolo Accatoli tecnico prevenzione, Roberto Castellini dirigente medico e Stefania Antonelli pediatra di libera scelta. "Aspettavamo tutti l’arrivo dei vaccini. Iniziare prima della fine dell’anno era per noi un segnale molto importante - è stato il commento del sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, che ha ringraziato l’Asur Marche per aver scelto proprio l’ospedale “Bartolomeo Eustachio” per dare l’avvio alla campagna di vaccinazione nell’intera Area Vasta 3 - Per noi tutti è solo inizio ma che ci fa ben sperare".

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Vaccinazioni a Fermo: parte il primario di Malattie infettive

È Giorgio Amadio, il primario di malattie infettive del Murri, il primo vaccinato contro il Covid dell’Area Vasta 4 di Fermo (video). Sono arrivate, scortate dalla polizia, le prime 15 dosi, inevitabile che il primo a sottoporsi alla vaccinazione fosse proprio il medico che più di tutti è stato in prima linea. A somministrare la dose è stato il direttore del servizio prevenzione Giuseppe Ciarrocchi, il secondo a vaccinarsi, dopo di loro tocca al responsabile dei servizi infermieristici, Adoriano Santarelli. "E' del tutto simbolico simbolico che i primi tre siano proprio dirigenti di settori di settori così strategici, spiega il direttore ospedaliero Luca Polci, dà il segno dell'adesione che c'è tra i sanitari nel nostro territorio. Siamo molto emozionati".  Il direttore dell’Area Vasta 4 Licio Livini parla già della seconda fase:  "Stiamo organizzando nei locali della farmacia, in via Zeppilli, i frigoriferi necessari alla conservazione, devono avere un sistema di allarme e sorveglianza e la sicurezza di un impianto di corrente che non se ne va. Domani (oggi per chi legge, ndr) arriveranno altre 8 mila dosi, poi a gennaio dovremo partire con la campagna di vaccinazione di massa che dovrà essere organizzata nei dettagli. di sicuro oggi assistiamo, con una certa emozione, all'inizio di qualcosa di molto importante, che ci porta a guardare al futuro con più ottimismo". Tra 21 giorni la seconda dose, per aumentare la capacità protettiva del vacino: "Aspettavamo da tempo questo passo fondamentale, conclude Amadio, per riprendere la normalità ci vorrà tempo ma questo è già un nuovo inizio".

San Benedetto (Ascoli Piceno) 

Sono arrivate all’ospedale ‘Madonna del Soccorso’ di San Benedetto (video) prima delle 10 trasportate da una volante della Polizia e scortate da un’altra, le prime quindici dosi di vaccino anti Sars-Cov-2 della Pfizer-Biontech. A prenderle in consegna il direttore dell’Unità operativa complessa di farmacia, Isidoro Mazzoni, insieme al direttore del Dipartimento di prevenzione, Claudio Angelini, e il direttore dell’Area vasta 5, Cesare Milani. A sottoporsi alla somministrazione, questa mattina, sono stati quindici operatori degli ospedali del Piceno, tra cui tre del reparto di terapia intensiva del nosocomio della riviera che da marzo ospita pazienti positivi e due infermiere della pneumologia Covid del ‘Mazzoni’ di Ascoli. Il criterio seguito dall’Area vasta 5 per selezionarli è stato quello di estrarre a sorte tra i primi sanitari che avevano aderito alla vaccinazione, ma che comunque fossero nati prima del 1971.

Hanno collaborato Roberto Damiani, Angelica Malvatani, Lorenza Cappelli