Festa in casa Pd: la Regione è ancora rossa (foto Schicchi)
Festa in casa Pd: la Regione è ancora rossa (foto Schicchi)

Bologna, 27 gennaio 2020 - Voto disgiunto e tenuta delle roccaforti. Nella vittoria di Stefano Bonaccini alle elezioni regionali dell'Emilia Romagna 2020 questi due aspetti hanno avuto una portata rilevante. Il primo era stato definito come una delle chiavi del risultato. E in effetti il governatore, dopo i dati definitivi resi noti dal Viminale, ha ottenuto un successo di oltre 3 punti percentuali in più rispetto al totale delle liste che lo sostengono. Lo aveva riconosciuto anche lo stesso Bonaccini, durante la notte: "C'e' un po' di voto disgiunto e mi dicono dai seggi che anche tantissimo voto secco al sottoscritto, voto personale". Preferenze strappate in gran parte ai 'grillini', certo, ma in alcuni casi anche al centrodestra. Anche Gianni Morandi ha celebrato la vittoria elettorale con un post sui social raffigurante quattro sardine.

Aggiornamento Salvini dopo il voto: "Rifarei tutto, anche il citofono"

Il governatore ha vinto con il 51,4% e ha superato Lucia Borgonzoni di quasi 8 punti percentuali. La candidata del centrodestra, infatti, si è fermata al 43,6%. Dietro loro Simone Benini del Movimento 5 stelle col 3,4%. Come coalizioni, il centrosinistra si è attestato al 48,1%, mentre il centrodestra è più vicino al 45,4%. Partiti: Pd al 34,6%, poi Lega al 31,9%.     

Il profilo Chi è il presidente della Regione Emilia Romagna

Il centrosinistra ha 'riconquistato' due comuni simbolici persi alle comunali: Forlì e Imola: a Forlì, dove a giugno il centrodestra ha strappato l'amministrazione al Pd, Bonaccini ha vinto con il 52,6%, contro il 42,5% di Borgonzoni. A Imola (vinto nel 2018 dal M5s, ma dove a breve si torna al voto dopo le dimissioni della sindaca), il candidato del centrosinistra ha preso il 58,2%, contro il 35,6% della sua sfidante. Fermo al 4,4% il candidato del Movimento 5 Stelle.

Bonaccini, inoltre, è riuscito a fare il pieno di voti nelle province roccaforti. Come a Bologna, dove il governatore ha ottenuto il 59,6%, una percentuale 'bulgara'. Sotto le Due Torri, la Borgonzoni è più che dimezzata al 31%. Il governatore stravince anche nella sua Modena e soprattutto a Reggio Emilia, dove Matteo Salvini aveva concentrato molti dei suoi sforzi. La leghista, invece, è riuscita a vincere a Ferrara, a meno di un anno dalla vittoria del sindaco Alan Fabbri, Rimini e Piacenza. Successi, però, che non sono stati sufficienti a centrare lo storico ribaltone.

Gli eletti in assemblea

Molte conferme e qualche esclusione eccellente, che potrebbe però rientrare grazie al domino delle nomine in giunta. A risultati consolidati, si delinea il quadro degli eletti del centrosinistra all'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna. Il Pd, con 22-23 seggi conquistati, è la forza di maggior peso in aula. A Bologna passano in cinque: il vicepresidente uscente Raffaele Donini (13.786 voti) e la vicesindaco Marilena Pillati (10.231 preferenze), a cui si aggiungono i riconfermati Francesca Marchetti (Imola), Stefano Caliandro (capogruppo uscente) e Antonio Mumolo. Rimangono fuori, a un passo dalle elezioni e in attesa, chissà, di qualche scorrimento in graduatoria, Giuseppe Paruolo ed Elena Gaggioli.

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A Modena viene rieletta Palma Costi (6.536 voti), nella legislatura scorsa assessore alle Attività produttive, seguita dall'uscente Luca Sabattini e dall'ex presidente del Consiglio comunale di Modena, Francesca Maletti. Non riconfermato al momento Giuseppe Boschini, primo dei non eletti. A Reggio Emilia vengono eletti Alessio Mammi (14.688 voti) e il segretario del Pd provinciale Andrea Costa, insieme alla vicepresidente uscente dell'Assemblea legislativa, Ottavia Soncini. A Ravenna eletta Manuela Rontini e il leghista Andrea Liverani. 

Prima dei non eletti invece Roberta Mori, presidente della commissione Parità in Regione e relatrice della legge contro l'omotransfobia. Due riconferme invece per i dem a Parma: tornano in aula Barbara Lori e Massimo Iotti. A Ferrara rieletta Marcella Zappaterra, insieme a lei entra in Consiglio Marco Fabbri.

Le reazioni nei comitati elettorali

Qui centrosinistra

Poco prima delle 2 prende la parola Stefano Bonaccini, che dice davanti ai militanti del Pd: "Abbiamo vinto, domani festeggiamo a Modena in piazza Grande": clicca qui per l'intervento completo.

Alle 00.48 interviene Luca Zingaretti dalla sede nazionale del Nazareno: "Voglio ringraziare Stefano Bonaccini", esordisce il segretario del Partito Democratico. "Dobbiamo dire un immenso grazie al Movimento delle Sardine, che ha dato una scossa democratica positiva rispetto a una destra estremista che ha soffiato sulla cultura dell'odio; mi sembra di poter dire che il risultato del 4 marzo 2018 sia archiviato: oggi Matteo Salvini ha perso le elezioni, il Pd è il pilastro fondamentale di un campo di forze economiche, politiche e culturali alternativo alla Lega, un partito estremista". Il sindaco di Bologna, Virginio Merola (video) commenta: "Li abbiamo fermati grazie ai voti degli emiliano-romagnoli, è stato un gran risultato".  

Semaforo intermittente fino all’ultimo alla Casa dei Popoli. Ore 00.30: "C’è un cauto, ma sano ottimismo". Nell’attesa che Stefano Bonaccini, presidente uscente, arrivi nella sede del comitato del Pd, si è cambiato giorno, ma forse non è cambiata l' aria. Fino alla mezzanotte il tempo è passato fra punteggi incerti e sondaggi fin troppo positivi, quasi da non crederci. "Bonaccini +2’, e poi +5, +8, +10: Lucia Borgonzoni (centro destra) segue di 10 punti il presidente uscente, ma, se arrivano i primi caffè e l’atmosfera si raffredda, per sbilanciarsi c’è ancora tempo. A mezzanotte e mezza sul palco di via Domenico Cimarosa, che finora era rimasto inviolato, sale Andrea Rossi, coordinatore della campagna elettorale di Bonaccini: "Il presidente tra un’ora sarà al comitato - interviene -, ma al momento possiamo dire che c’è un cauto ma sano ottimismo. Il dato che stiamo registrando è positivo, sicuramente per la partecipazione. Questa terra che si è dimostrata ancora oggi libera e civile, ha dato un grande esempio al nostro Paese". Se questi dati si confermano ‘in pochi mesi il centro sinistra in questa Regione ha recuperato oltre 135mila voti rispetto alle Europee del 2019 - conclude Rossi -. E sarebbe un risultato straordinario".

Ore 23. Arriva il sindaco Virginio Merola (video) e con lui i primi exit poll, che confermano la positività di Pizzarotti. Bonaccini avanti di soli tre punti rispetto alla sua avversaria, Lucia Borgonzoni (candidata di centro destra), e il clima si fa sempre più teso. C’è chi stringe i denti per non lasciarsi sfuggire un primo sorriso. Nessuno esulta, nessuno azzarda. Il rinfresco rimane inviolato. Sul palco nemmeno un’ombra.

Ore 22.30. Fra i giornalisti e fotografi accreditati da tutta Italia e un rinfresco già pronto per essere scartato, il primo a portare ottimismo è Federico Pizzarotti. Il sindaco di Parma entra nel comitato del Pd e sorride, ottimista ‘per definizione, se no nemmeno mi mettevo in pista’. Dove penderà la bilancia dipenderà ‘dalla storia delle singole province- segnala Pizzarotti-. E’ difficile interpretare questo voto. Sicuramente la piazza di Bonaccini è stata sempre molto piena e questo vuol dire che l’interesse e l’attenzione dei cittadini ci sono stati sicuramente’.

Ore 22 e in via Domenico Cimarosa 107, a Casalecchio Di Reno, si attende di sapere che colore vestirà l’Emilia Romagna per i prossimi cinque anni, in un comitato del Pd vuoto. Manca il presidente uscente, Stefano Bonaccini, atteso allo scoccare della mezzanotte, e manca anche tutto il suo seguito. Quello che non manca, per la finale della partita delle partite, è un bel palcoscenico. Ed eccolo spiccare in fondo alla sala, inviolato e incerto su vi chi salirà, allestito per le telecamere e un grande pubblico, ma con file e file di sedie davanti che non si riempiono.

Qui centrodestra

Matteo Salvini (video) segue lo spoglio a Bologna: all'hotel Centergross, dove il Carroccio ha allestito la sua base elettorale per la notte. Alle 00.12 dichiara ai giornalisti: "Grazie a chi si è preso la briga di andare ai seggi, mi prendo un pezzettino di merito per aver coinvolto tanta gente", la premessa. "In Emilia Romagna è stata una cavalcata emozionante, commovente, stancante; ho incontrato migliaia e migliaia di persone". "Avere una partita aperta dopo 70 anni è un'emozione - prosegue -, ringrazio Lucia Borgonzoni, chiunque vincerà avrà meritato perché il popolo ha sempre ragione". "Confermeremo tutto quello che abbiamo proposto in campagna elettorale sia se vinceremo sia se saremo all'opposizione: in Emilia Romagna ci torno, ci torno e ci torno". "Un dato salta all'occhio, quello del Movimento 5 Stelle", attacca Salvini punzecchiando gli ex alleati di Governo.

“Sono fiera di tutti coloro che sono andati a votare e sono fiera di aver visto una regione come l’Emilia Romagna per la prima volta contendibile”. Queste le parole di Lucia Borgonzoni, alle 2 di notte. La conferenza della Lega, quindi, è fissata per questa mattina alle 10 (lunedì 27  gennaio). “Solo allora commenteremo e risponderemo alle vostre domande, mi è dispiaciuto però vedere che Bonaccini non ha perso occasione, neanche questa volta, per criticarmi”.

"Il confronto combattuto in Emilia-Romagna, in una regione governata da sempre dalla sinistra, è già una vittoria perché è un risultato che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile", dichiara il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

Qui Movimento 5 Stelle

“Possiamo dire di essere soddisfatti come M5s, constatiamo che chi è sparito dall' Emilia-Romagna non sono i cinque Stelle ma è Forza Italia, che forse non avrà nemmeno un seggio”, commenta Simone Benini, candidato presidente per il M5s alle regionali dell'Emilia-Romagna. “Per quanto riguarda Bonaccini, invece, noi abbiamo parlato di temi in questa campagna e Bonaccini ha rilanciato i nostri temi, quindi va benissimo, più copiate i nostri programmi e meglio è”.

Qui Sardine

"Non ci vedrete in tv o sui giornali. La nostra responsabilità è pari a quella che si è assunta ogni persona che oggi si è infilata il cappotto ed è andata a fare una croce da protagonista. È tempo di far calare il sipario e lavorare dietro le quinte per preparare un nuovo spettacolo con tutti voi che vorrete continuare a non essere uno spettatore qualunque". Lo scrivono su Facebook gli amministratori della pagina ufficiale del movimento delle Sardine, pochi minuti dopo la chiusura delle urne alle elezioni regionali in Emilia-Romagna e in Calabria.

"Non siamo nati per stare sul palcoscenico, ci siamo saliti perché era giusto farlo. Ma ora è tempo di tornare a prendere contatto con la realtà e ristabilire le priorità, innanzitutto personali", continua il post. "Se avessimo voluto fare carriera politica l'avremmo già fatto. E invece, prima di tutto, desideriamo tornare ad essere noi stessi, elettori e cittadini, parenti e amici". Fino ad oggi "siamo stati una bella favola. Ora chiudiamo il libro e sporchiamoci le mani", concludono i coordinatori del movimento, dando appuntamento a Scampia, dove è atteso il prossimo raduno nazionale, il 14 e 15 marzo.

Elezioni Emilia Romagna 2020, i risultati

 

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Affluenza al 67,68%

Alle ore 23 l'affluenza alle urne per le elezioni regionali in Emilia Romagna è stata del 67,67%, 30 punti in più rispetto al 37,76% della precedente consultazione di riferimento del 2014. Lo rileva il sito del Viminale. Alle 19 l'affluenza era stata il 58,82%, quasi raddoppiata rispetto al 30,89% alla stessa ora nella precedente consultazione di riferimento nel 2014. Alle 12 l'affluenza era stata del 23,44%. Il presidente uscente Stefano Bonaccini ha votato stamane nel seggio di Campogalliano, mentre la sua sfidante Lucia Borgonzoni a Bologna.  

Focus Speciale elezioni Emilia Romagna 2020

La sfida

Erano sette i candidati alla presidenza della Giunta della Regione (uno in più della precedente tornata) sostenuti da 17 liste (più 6 rispetto al 2014). Mentre 739 candidati (in crescita rispetto al 2014 quando furono 507) sono in corsa per uno dei 50 posti nell’Assemblea legislativa (di questi due seggi sono riservati al presidente eletto e al candidato presidente secondo classificato). 

La sfida era tra il presidente uscente, Stefano Bonaccini, candidato del centrosinistra sostenuto da sei liste (Pd, +Europa, che raccoglie anche Pri e Psi, Volt Emilia-Romagna, Emilia-Romagna Coraggiosa, Europa Verde e la lista civica Bonaccini Presidente), Lucia Borgonzoni, portabandiera del centrodestra (Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Popolo della Famiglia- Cambiamo! Insieme per l’Emilia Romagna, i Giovani per l'Ambiente e la civica Borgonzoni Presidente), Simone Benini (Movimento 5 stelle), Stefano Lugli (L'Altra Emilia-Romagna), Marta Collot (Potere al Popolo), Laura Bergamini (Partito Comunista) e Domenico Battaglia (Movimento 3V-Vaccini Vogliamo Verità). Viene eletto governatore il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

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