Massimo Bray
Massimo Bray

Fano (Pesaro e Urbino) 6 ottobre 2016 - Ha solo tre anni ma è già uno dei migliori biglietti da visita del nostro territorio in Italia. 'Letteraria', che torna in questo week end con 'le giornate del Premio', in tre anni a Fano ha fatto ecomomia, cultura e turismo. Tutto grazie ad un gruppo di visionari insegnanti che hanno sognato prima, ideato e realizzato poi, il primo festival di promozione del libro e della lettura che prevede l'assegnazione di un 'riconoscimento per la narrativa edita in lingua italiana e in traduzione' affidato ad una giuria di soli studenti.

Con un budget di 7700 euro l'anno circa, l'omonima associazione Letteraria, ha così donato un festival di qualità alla città (con conferenze, laboratori, concerti e visite guidate) e 1810 volumi (quelli inviati dalle case editrici che hanno partecipato alle tre edizioni) all'assessorato alle Biblioteche del comune di Fano, per un valore stimato di 25mila euro. "Il bello è che gli editori hanno subito compreso che questo festival era una cosa buona per formare i lettori di domani" sottolineano i promotori di questa iniziativa culturale che non solo coinvolge gli studenti di 12 istituti superiori ma si assicura la partecipazione di grandi personaggi del mondo dell'editoria a costo zero grazie ad un vincolo di regolamento che obbliga le case editrici e gli scrittori finalisti a partecipare alle 'Giornate del Premio Letteraria'.

E così le Giornate (in programma da venerdì 7 a domenica 9 ottobre tra MeMo, palazzo Martinozzi e Teatro) si apriranno con un intervento di Antonella Agnoli e Massimo Bray, già ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e presidente del Salone del Libro di Torino, su “Il valore della lettura nel mondo nuovo” evento in collaborazione con Aib Marche alle 15.30 alla MeMo. Si proseguirà con conferenze, dibattiti e laboratori con gli autori dei libri finalisti, oltre a un incontro musicale con giovani musicisti della città e alla cerimonia di premiazione. Tra i 12 finalisti del Premio Letteraria spiccano i nomi degli scrittori Francesco Carofiglio (in lizza con Voglio vivere una volta sola, edito da Piemme, relazionerà sabato su 'Il sasso nello stagno. Conversazione sulle immagini e sulle parole'), Giovanna Nieddu (con Lajoie, il narratore, edito da L’asino d’oro, converserà domenica con Lavinia Petti e Gino Cecchini su 'Narratori e ladri di storie'), l’ex magistrato Elvio Fassone (con Fine pena: ora, edito da Sellerio che sarà presentato sabato alle 18.45 alla Memo) e i traduttori Fabio Cremonesi (Benedizione di Kent Haruf, edito da NNE), Ilide Carmignani (Il cane che insegnò a un bambino la fedeltà di Luis Sepúlveda, edito da Guanda), Anna Nadotti (Vita in famiglia di Akhil Sharma, edito da Einaudi), Laura Sgarioto (Epepe di Ferenc Karinthy, edito da Adelphi). Ma ci sarà anche una giovanissima Lavinia Petti, nata a Napoli nel 1988, laureata in Studi islamici all'Istituto Orientale di Napoli, esponente della generazione di Harry Potter: da lettrice di fantasy a scrittrice di fantasy (influenzata da Zafon!) in finale con 'Il Ladro di Nebbia' (Longanesi) suo romanzo d'esordio.  

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