I carabinieri indagano sulla morte del bimbo di un anno a Ferrara (BusinessPreess)
I carabinieri indagano sulla morte del bimbo di un anno a Ferrara (BusinessPreess)

Ferrara, 18 giugno 2021 - Quando ha composto il 112 per chiedere aiuto, il cuoricino del figlioletto di un anno, aveva già smesso di battere. "Aiuto, correte. Mio figlio è morto". La voce dall’altro capo del filo è concitata. Quando carabinieri e sanitari del 118 arrivano sul luogo da cui è scattato l’allarme, trovano il caos. La madre, una 29enne ferrarese, era in stato di choc. Aveva i polsi feriti e, nelle fasi più concitate dell’intervento, ha addirittura assalito i militari che cercavano di capire cosa fosse veramente successo in quella casa.

Bimbo morto a Ferrara: la madre ancora in ospedale, la verità nell'autopsia

La tragedia che ieri mattina ha scosso una via nella prima periferia della città non ha ancora una spiegazione certa. Gli investigatori dell’Arma, coordinati dal pm Lisa Busato, non escludono alcuna pista. Dalla morte in culla al decesso come conseguenza di un altro reato, fino all’ipotesi più agghiacciante, quella dell’omicidio seguito da un tentativo di suicidio. Gli inquirenti, al momento, si muovono con la massima cautela. Per ora, le uniche certezze sono quelle fornite dalla nuda cronaca dei fatti.

Tutto comincia ieri mattina, pochi minuti prima delle 6. La centrale operativa dei carabinieri riceve una chiamata da quella strada a poche decine di metri da via Bologna. È una madre che chiede aiuto. Giunti sul posto, i militari trovano la donna con le braccia ferite. Perde molto sangue, è agitata e sotto choc. I carabinieri entrano in casa e trovano il piccolo esanime sul lettone su cui aveva dormito con la mamma. In un’altra stanza ci sono gli altri due figli della ragazza, entrambi minori. Questi ultimi, spaventati ma in buona salute, vengono portati via e affidati alla nonna materna.

Il personale del 118 tenta di rianimare il piccolo per oltre quaranta minuti ma è tutto inutile. I primi accertamenti medico legali escludono qualsiasi segno evidente di violenza sul corpo del piccino. Per stabilire con esattezza le cause del decesso è quindi necessario attendere gli esiti dell’autopsia, che potrebbe essere disposta già oggi. Mentre i sanitari tentano l’impossibile per salvare il bimbo, i carabinieri cercano di contenere la 29enne che, visibilmente agitata, cerca di assalirli. In stato confusionale, urla frasi sconnesse, dicendo di avere ucciso il figlio e poi di essersi tagliata le vene perché voleva farla finita.

Dichiarazioni che, vista la situazione, non sono ritenute attendibili e dovranno quindi essere soppesate e verificate. Gli uomini dell’Arma, con l’aiuto di una pattuglia della polizia di Stato, riescono finalmente a bloccarla e a portarla all’ospedale, dove si trova ancora ricoverata, sotto stretta osservazione, nel reparto di psichiatria. Nel frattempo, sul posto arrivano la madre e il compagno della 29enne, avvisati dalla stessa ragazza con messaggi Whatsapp.

Il padre del bimbo, un 36enne, viene subito ascoltato dai carabinieri e spiega di essersene andato di casa da circa un mese a causa dei litigi con la donna. Al momento, per la tragedia accaduta ieri mattina non risultano esserci indagati e nei confronti della madre – che pare abbia problemi di tossicodipendenza – non è stato emesso alcun provvedimento. La svolta sul giallo potrà arrivare soltanto con l’autopsia.