Grande lavoro nelle varie sezioni elettorali con lo scrutinio delle schede
Grande lavoro nelle varie sezioni elettorali con lo scrutinio delle schede

Ferrara, 28 maggio 2019 - Qualcuno  ha provato a cecchinarlo anche ai seggi, insinuando via Whattsapp che la scritta ‘Naomo’ sulla scheda l’avrebbe invalidata. Ma ormai Nicola Lodi è pronto al cambio anche all’anagrafe, e ringraziando sempre Panariello – che di Naomo è l’inventore – il leghista conquista il record delle preferenze. Quasi 1200, roba d’altri tempi, di quando se ne potevano esprimere sino a cinque, e i candidati del Pci e della Dc volavano come missili.

Il segretario comunale del Carroccio vince questa ideale classifica – valida forse per tutto, forse per niente, in ogni caso non effimera –, doppiando la seconda in graduatoria, Ilaria Baraldi del Partito Democratico. Per la segretaria comunale dem, 504 voti di preferenza: sul terzo gradino del podio un altro esponenre del Pd, l’assessore allo Sport Simone Merli (412 voti). Appena 312 invece per il presidente del Consiglio comunale uscente Girolamo Calò: il risultato sarebbe rimarchevole, non fosse che Calò aveva scommesso. «Prenderò un voto più di Lodi, e supererò quota mille». Non aveva fatto i conti con l’Effetto Naomo.

Spulciando tra le liste, nella civica di Modonesi ‘Gente Amodo’ primeggia Dario Maresca (306), mentre Roberta Monti, popolarissima preside dell’Alberghiero, si deve accontentare di un modestissimo 26. Nella civica ‘Frazioni’ prim è Marcello Celeghini (124), in quella ‘Insieme’ una figlia d’arte, Maria Dall’Acqua (il padre è stato presidente della Provincia) supera con 112 preferenze Samid Hassan. Tornando al Pd, il pontesano Davide Bertolasi ottiene 247 preferenze, Caterina Ferri 213. Da iscrivere nella categoria flop il segretario provinciale Luigi Vitellio, solo 16° con 174 preferenze. Tornando alla Lega, dopo ‘Naomo’ c’è Benito. Non è un altro pseudonimo, trattasi proprio di Benito Zocca, bancario, con 234 preferenze: seguono Alcide Mosso con 224 e Luca Caprini con 158.

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Ferrara Civica non otterrà, probabilmente, un consigliere comunale: Daniele Botti in ogni caso ha realizzato un’eccellente performance con 294 voti personali. In Fratelli d’Italia il marchio di fabbrica è quello dei Balboni: il padre Alberto è stato munifico sponsor, il figlio Alessandro non ha deluso le aspettative, superando i 385 voti, inseguito da Federico Soffritti. In Ferrara Cambia exploit di Francesco Carità Traspadano (forse i nomi originali quest’anno tirano) che con 335 preferenze supera, nell’ordine, Andrea Maggi (241) e Angela Travagli, moglie del riconfermato sindaco di Masi Torello Riccardo Bizzarri. In Forza Italia si impone il coordinatore Matteo Fornasini (poco sotto le 300 preferenze) davanti a Paola Peruffo. Flop, o giù di lì, per Marco Gulinelli: insignito di volta in volta da Vittorio Sgarbi del ruolo di futuro vicesindaco o, in subordine, di assessore alla Cultura, il candidato di ‘Rinascimento’ è soltanto decimo. Tra i 5Stelle la più votata è un’ex consigliere Ds, Donatella Pasqualini (61 voti). Infine, tralasciando le liste che non avranno forse alcun consigliere, in Coalizione Civica Guido Barbujani ottiene 214 preferenze, davanti a Federico Varese e Arianna Poli con 162.