Fusione Mesola Goro, domenica 2 dicembre il referendum
Fusione Mesola Goro, domenica 2 dicembre il referendum

Ferrara, 1 dicembre 2018 - Una cosa è certa: all’incontro di giovedì, a Mesola (il secondo e ultimo che ha viste contrapposte le ragioni del ‘Sì’ e quelle del ‘No’ alla fusione tra Goro e Mesola) i cittadini che hanno preso parte all’incontro, organizzato con grande senso civico dal gruppo scout di Mesola, se ne sono andati con molte domande e poche risposte. Il senso della serata è emerso dalle domande dei cittadini che dopo oltre un’ora di interventi delle due posizioni, con semplici domande hanno lasciato molti interrogativi.

«Da quel che si è sentito – dice uno dei partecipanti alla serata di confronto alla Casa della Cultura – la fusione sembrerebbe legata solo a un discorso economico. Non abbiamo sentito motivazioni che ci portino a votare o a favore o contro. Il ‘Sì’ dice per contare di più. Il ‘No’ per non perdere la propria identità e mantenere un’indipendenza che sembrerebbe indispensabile. Sono vent’anni che lavoro in entrambi i territori e posso dire che nel contesto territoriale, si è contato sempre meno, perché siamo visti con scarso interesse, ma quando serve battere su determinati argomenti come elezioni e tasse, allora diventiamo importanti. Credo sarebbe meglio ragionare più su di un’unione fattiva e possibile tra i due enti, che hanno tanti punti in comune, ma alcuni fondamentali, proprio come quelli economici, diametralmente opposti. L’unione potrebbe essere l’unica soluzione possibile per una crescita ed omogeneità dei territori».

Un intervento ha raccolto il plauso di tutta la sala che fino a quel momento aveva registrato gli interventi dei sostenitori del Comitato del ‘No’ di Mesola e Goro, rappresentati dai consiglieri di opposizione dei due comuni: Primo Marchetti, Michele Gatti e Sergio Vassalli (per Mesola), insieme all’ex assessore Carlo Ragazzi. E per il ‘Sì’ i soli sindaci delle due amministrazioni, Gianni Michele Padovani e Diego Viviani. Proprio verso Viviani un paio di pescatori goresi, intervenuti alla serata, si è registrato l’unico momento di tensione di un incontro che si è comunque svolto all’insegna del dialogo e del confronto. Al termine dell’intervento di Viviani che ha ricordato come la fusione sia «un treno da non perdere», due pescatori si sono alzati e prima di abbandonare la sala, rivolgendosi al primo cittadino gorese hanno detto: «Ancora una volta, con questa operazione della fusione, Viviani ha dimostrato di non fidarsi dei propri cittadini. Alla sua elezione non ci pensava nemmeno ad una fusione. Goro resta Goro. Cosa è cambiato ora?». Sulla scia di questa domanda l’incontro si è chiuso, lasciando quanto mai incerto il risultato di un referendum (domani) che per una buona parte del territorio è scontato verso il ‘No’. Per il resto si dovrà attendere la notte del 2 dicembre.