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SOFIA NARDI
Cronaca

A tu per tu con i futuri genitori "Più parti nel nostro ospedale: segno che è cresciuta la fiducia"

Ogni mese al Morgagni-Pierantoni si tiene un incontro del progetto ’Nascere a Forlì’ per accompagnare le donne in dolce attesa e i loro compagni. Il primario Savelli: "Per noi è importante la comunicazione".

A tu per tu con i futuri genitori  "Più parti nel nostro ospedale:  segno che è cresciuta la fiducia"
A tu per tu con i futuri genitori "Più parti nel nostro ospedale: segno che è cresciuta la fiducia"

di Sofia Nardi

Nel 2022 sono state in tutto 985 le donne che hanno scelto di partorire al reparto di Ginecologia a Forlì: "Un buon 15% abbondante in più rispetto agli anni precedenti – precisa il primario del reparto Luca Savelli –. Considerando che le nascite, qui come nel resto d’Italia, sono sempre meno, questa nostra crescita è un segnale evidente del fatto che abbiamo fatto un buon lavoro, dando alle future madri un segnale rassicurante che ha spinto ad affidarsi al Morgagni-Pierantoni anche donne che, fino a poco tempo fa, avrebbero preferito altre strutture". I segreti dell’unità operativa sono tanto numerosi quanto semplici: il rapporto uno a uno tra paziente e ostetrica, la predilezione di parti naturali e poche imposizioni alla puerpera da parte del personale ospedaliero, sempre pronto ad accoglierne le necessità. "Soprattutto – sottolinea Savelli – è importante la comunicazione".

Rientra in quest’ultimo aspetto il progetto ‘Nascere a Forlì’ che prevede incontri a cadenza mensile con il primario, le ostetriche, le anestesiste e tutto il personale sanitario. A partecipare sono le future mamme e i futuri papà che presto dovranno fare l’esperienza del parto. Di cosa si parla? Di tutto. Si racconta come sono le camere, cosa si può mangiare o bere prima del parto, cosa non dovrebbe mancare nella valigia che si porterà con sé in ospedale una volta iniziate le contrazioni, come si svolgono i tagli cesarei e la differenza tra sedazione e anestesia. Tutto quel che serve sapere, insomma, per avvicinarsi al momento fatidico con serenità.

A partecipare all’incontro di lunedì scorso erano circa una ventina di future mamme, alcune delle quali accompagnate dal futuro papà. "Qui al Morgagni- Pierantoni – racconta la ginecologa Barbara Ravaioli – abbiamo un basso tasso di tagli cesarei: il 21% del totale, sotto la media richiesta dalla Regione che chiede di non superare il 23%. Abbiamo anche un alto tasso di parti naturali dopo un taglio cesareo pregresso: il 76%. Teniamo sempre a specificare che, a meno che non ci siano problematiche particolari, la gravidanza non è una malattia".

"Nella valigia – interviene la caposala Giulia Fabbri – potete mettere anche una chiavetta con la vostra musica preferita. Noi consentiamo sempre alle partorienti la massima libertà di movimento: abbiamo sale parto grandi, con palle di gomma, la vasca e il letto reclinabile. Dopo il parto lasciamo sempre il bambino in un contatto pelle a pelle con la madre o, se lei non se la sente, con il padre". Un contatto con i genitori, insomma, che si propone di essere continuativo e immediato, ma anche ‘gentile’, non imposto, ma guidato, in un momento in cui giocano un grande ruolo sia la stanchezza che le forti emozioni. "Anni fa – racconta la pediatra Francesca Vaienti – dopo la nascita il bambino era affidato al nido. Oggi lasciamo che stia vicino alla mamma in una diade che cerchiamo di preservare quanto possibile".

Un capitolo a parte riguarda l’eventuale epidurale: "A Forlì circa il 40% delle donne la sceglie – sottolinea l’anesterista Annamaria Legrottaglie – e quest’anno il dato è in aumento. In ogni caso noi valutiamo precedentemente circa l’80% delle partorienti a prescindere dalla loro decisione, in modo che in caso di necessità si possa procedere rapidamente. Noi non siamo né contrari né favorevoli all’epidurale: è una scelta della quale le donne devono potersi avvalere liberamente, su suggerimento dei professionisti e sulla base del dolore percepito che è una variabile profondamente diversa per ciascuna e dipende da ragioni anatomiche, oltre che da fattori psichici ed emotivi".

Al termine dell’incontro rimane uno spazio per le domande: c’è chi chiede il numero di telefono per fissare la presa in carico e chi una descrizione più accurata delle camere o informazioni sugli orari di visita. Tutte indicazioni utili per apprestarsi al parto con un po’ di consapevolezza in più qualche preoccupazione in meno. Il prossimo incontro di ‘Nascere a Forlì’ sarà il 17 aprile alle 12.30 al terzo piano del padiglione Valsalva.