L’ingresso del bar Noir
L’ingresso del bar Noir

Imola, 22 maggio 2018 - AAA cercasi commessa diplomata, di bella presenza, con predisposizione al contatto con il pubblico e al lavoro di squadra. Ma soprattutto «con origini e cultura autoctona». Recita così, e appare evidente che l’unico problema non è quello della mancata concordanza tra genere e numero, l’annuncio pubblicato su un sito di annunci di lavoro online da Noir, pasticceria e caffetteria con sede in zona industriale. E se la «bella presenza» è un requisito che, seppure figlio di odiosi retaggi culturali dal sapore sessista, resiste ancora oggi in tanti annunci di lavoro, quello legato alle caratteristiche indigene richieste alla candidata rappresenta uno step successivo. Sembra raddoppiare la discriminazione e, pur ponendo la questione in chiave positiva, sconfinare nel fanatismo.

Così almeno deve essere sembrato a una nostra lettrice, Milena Dawit, che si definisce «non autoctona e racchia, ma con un quarto di sangue italiano». Lei parla di «un caso di caduta di stile» o, per usare una metafora, di «un cucchiaino di razzismo tra i cornetti caldi». E si chiede se i proprietari della pasticceria Noir («Hanno scelto il nome sbagliato, meglio ‘blanche’…») siano a conoscenza delle norme sulla parità di trattamento in materia di lavoro. «L’Italia è la patria dei controsensi: un leghista nigeriano (l’ossimoro per eccellenza) e la pasticceria imolese che pretende gli autoctoni e le belle figliuole», aggiunge Milena.

«Annuncio discriminatorio? Se fosse così, il sito sul quale lo abbiamo pubblicato lo avrebbe cancellato – replicano dal locale –. Invece non abbiamo avuto alcun riscontro di questo tipo. Cerchiamo solo una persona che sappia parlare un italiano corretto. Se alla signora l’annuncio è sembrato discriminatorio è un problema suo». A dirla tutta, il concetto sulla provenienza del candidato è ripreso anche in fondo all’annuncio, quando dopo aver tessuto le lodi dell’azienda («Sana, giovane, ben strutturata e che ogni 15 del mese paga lo stipendio») si specifica che «non verranno presi in esame c.v. senza foto e se non con le caratteristiche richieste – maturità – nazionalità». E poi, in calce, l’indicazione dell’indirizzo mail al quale far pervenire le candidature. «Purtroppo in passato abbiamo avuto esperienze negative – spiegano sempre da Noir – e non possiamo permetterci persone che non capiscono cosa uno cerca di insegnare loro, o quando un cliente ordina un caffè o un cappuccino. Ma siamo pronti ad assumere anche non italiani, l’importante è che abbiano voglia di fare. Molti di quelli che lavorano qui sono stranieri».