Raddoppio della ferrovia a Imola, le firme. I residenti dal sindaco Panieri: “Duemila no per il progetto di Rfi”

I cittadini bocciano anche l’idea alternativa all’affiancamento dell’A14: la soluzione parallela ai binari non piace. Il motivo? “In tutte le idee proposte l’opera viaggerebbe su viadotto. Si tratta lo stesso di un ecomostro”

Il sindaco Marco Panieri insieme a Giuseppe Franceschelli, Armando Martignani e Alessandra Cecchetelli

Il sindaco Marco Panieri insieme a Giuseppe Franceschelli, Armando Martignani e Alessandra Cecchetelli

Imola, 19 giugno 2024 – Dopo aver detto ‘no’ alle proposte di costruzione a ridosso dell’autostrada, i residenti delle frazioni di Casola Canina, Chiusura e San Prospero bocciano anche l’alternativa proposta da Rfi di potenziare la ferrovia costruendo due nuove binari in affiancamento alla linea storica servendosi di un viadotto.

E nel giorno in cui arrivano in Municipio per consegnare al sindaco Marco Panieri le 2.024 firme raccolte per scongiurare la prima ipotesi di ampliamento, alzano il tiro. “Siamo consapevoli che la soluzione proposta da Rfi (affiancamento all’attuale sedime ferroviario) non è la soluzione definitiva e non scongiura scempi preannunciati – avvertono Alessandra Cecchetelli, Giuseppe Franceschelli e Armando Martignani, promotori e garanti della raccolta firme –. La nostra raccolta firme ha sicuramente prodotto buoni risultati, per i quali non riusciamo a dichiarare pericolo scongiurato. Non ci sentiamo appagati e neppure tranquilli. Con la stessa velocità con cui ha modificato il tiro, Rfi può tranquillamente combinare altri disastri”.

Da ieri però sul tavolo del sindaco Marco Panieri c’è però l’istanza sottoscritta da oltre duemila cittadini. “Consegnando le firme, diciamo con fermezza che lo scenario prefigurato non ci convince, perché in tutte le soluzioni proposte l’opera viaggia su viadotto – protestano Cecchetelli, Franceschelli e Martignani –. Anche la soluzione in affiancamento all’attuale sedime ferroviario, da noi tanto caldeggiata. Un ecomostro, una cerniera che se, prima spaccava le frazioni, oggi spacca in due la città. Dispiace dirlo, ma con questo modus operandi Rfi ha innescato un conflitto, una guerra fra poveri”. Nell’interpretazione (condivisibile) dei tre promotori della raccolta firme, infatti, “da un lato gli agricoltori che difendono il loro campi; e dall’altro i cittadini che difendono le loro case… Chi sarà destinato a subire?”, domandano Cecchetelli, Franceschelli e Martignani.

E ancora: “Dove sta scritto che ci deve essere per forza una parte che resta vittima? Se non ci ribelliamo, perderemo tutti. E solo Rfi ne uscirà vincitrice, sventolando il trofeo all’insegna della minor spesa. La nostra non è una protesta, ma una sensata presa di posizione affinché siano esaminate e valutate soluzioni di percorso misto che consideri anche tunnel di attraversamento della città per evitare ecomostri e lacerare comunità”.

Da parte sua, dopo il confronto pubblico di una settimana fa in Municipio, a margine dell’incontro di ieri il sindaco Panieri giudica “positiva la consapevolezza e la vivacità della partecipazione pubblica dei cittadini” e li ha aggiornati “sulle interlocuzioni che stanno procedendo con gli enti preposti alla luce del nuovo percorso e del nuovo metodo richiesto dal Comune” in merito alla progettazione dell’opera. “Nei prossimi giorni ci saranno nuovi confronti – conclude il primo cittadino – e siamo consapevoli della delicatezza della situazione e delle preoccupazioni riportate dal comitato”.