di Chiara Gabrielli Prima le lusinghe, poi le lunghe discussioni sulla passione comune, l’arte, e infine l’avvicinamento vero e proprio alla sua studentessa, di 16 anni: è stata arrestata per atti sessuali con minore, sabato a Porto Potenza, una professoressa di italiano. La docente, originaria di Roma, ha 63 anni ed è parecchio conosciuta a Porto Potenza (dove, per motivi personali, va a vivere d’estate da moltissimi anni), mentre la sua alunna, all’epoca dei fatti (lo scorso anno scolastico) ne aveva 16. A eseguire l’arresto sono stati i carabinieri di Porto Potenza, dopo che il pm di Roma, Stefano...

di Chiara Gabrielli

Prima le lusinghe, poi le lunghe discussioni sulla passione comune, l’arte, e infine l’avvicinamento vero e proprio alla sua studentessa, di 16 anni: è stata arrestata per atti sessuali con minore, sabato a Porto Potenza, una professoressa di italiano. La docente, originaria di Roma, ha 63 anni ed è parecchio conosciuta a Porto Potenza (dove, per motivi personali, va a vivere d’estate da moltissimi anni), mentre la sua alunna, all’epoca dei fatti (lo scorso anno scolastico) ne aveva 16. A eseguire l’arresto sono stati i carabinieri di Porto Potenza, dopo che il pm di Roma, Stefano Pizza, che ha seguito il caso personalmente, ha chiesto i domiciliari per la donna. Ora la prof è in stato di arresto nella sua casa, a Roma. Le sono stati sequestrati il cellulare, il computer e il tablet. Tutto ha inizio l’anno scorso, tra i banchi di una scuola superiore di Roma: la prof avrebbe iniziato ad avvicinarsi alla ragazzina. Parlano di arte, un argomento che le appassiona entrambe. L’insegnante le fa spesso i complimenti anche davanti ai compagni, ma il fatto non appare strano, dal momento che la 16enne è una studentessa brillante. Poi, però, avrebbero iniziato a frequentarsi anche fuori dall’orario scolastico, fino a che, l’estate scorsa, la ragazzina dice ai genitori che vorrebbe andare a trascorrere alcuni giorni nella casa di villeggiatura della prof di italiano. Dice che approfitteranno di quel periodo per fare i compiti. Ma quando torna a casa, la ragazzina è cambiata: non è più solare, risponde in malo modo, si chiude in se stessa. I genitori cercano di capire che problemi ci sono e alla fine lei crolla e racconta tutto, in lacrime, alla mamma e al papà. La relazione con l’insegnante sarebbe andata avanti per alcuni mesi, circa quattro in tutto, ma i contatti fisici si sarebbero verificati nella casa sulla costa maceratese. A quel punto, i genitori hanno denunciato tutto. A svolgere la delicata indagine sono stati i carabinieri della stazione di Lariano, vicino Velletri, al comando della Compagnia il capitano Tommaso Angelone. Gli elementi raccolti dai militari e presentati nell’informativa hanno convinto il pm a chiedere l’arresto, poi disposto dal gip. Alcuni accertamenti tecnici hanno confermato la vicinanza estrema tra la donna e la minore. Tra il materiale analizzato, sono spuntati anche dei file multimediali e della messaggistica, oltre che l’elenco delle telefonate tra le due. Il tenore delle comunicazioni lascerebbe intendere un rapporto amoroso, con una forte compenente sentimentale, piuttosto che un rapporto di tipo fisico. Quanto agli atti sessuali veri e propri, tra prof e studentessa non ci sarebbero stati dei rapporti sessuali completi. La donna è difesa dall’avvocato Andrea Occhione, del foro di Viterbo. Contattato, il legale ha dichiarato che la sua assistita non ha nulla da dire. E adesso si indaga per capire se, nel passato, anche altre alunne possano essere state oggetto delle attenzioni particolari della professoressa: ipotesi che, al momento, non sarebbe così probabile per gli inquirenti.