Era stato accusato di avere perseguitato una donna, dopo che lei lo aveva lasciato. In tribunale l’accusa di stalking è caduta, ma il giudice lo ha condannato a un’ammenda per le molestie. La vicenda era avvenuta nel marzo del 2016. Imputato di atti persecutori era un tolentinate di 60 anni. La donna,...

Era stato accusato di avere perseguitato una donna, dopo che lei lo aveva lasciato. In tribunale l’accusa di stalking è caduta, ma il giudice lo ha condannato a un’ammenda per le molestie. La vicenda era avvenuta nel marzo del 2016. Imputato di atti persecutori era un tolentinate di 60 anni. La donna, anche lei residente in città, aveva denunciato una serie di comportamenti tenuti dall’ex compagno dopo la fine della relazione: aveva spiegato ai carabinieri che lui la seguiva per strada, che si appostava nei posti che lei frequentava di abitudine, la sera si presentava sotto casa o per suonare al citofono o comunque per tenere sotto controllo i suoi movimenti. Inoltre, ci sarebbero state telefonate e messaggi molesti, così alla fine la donna, spaventata ed esasperata da quei comportamenti, aveva denunciato l’ex compagno. Ieri mattina per lui, in tribunale a Macerata, si è tenuto il processo col rito abbreviato. Il pubblico ministero, Rita Barbieri, ha chiesto l’assoluzione. Alla richiesta si è associata l’avvocata Merys Teodori, sottolineando come ci fossero appena un paio di telefonate fatte a tarda sera e che i comportamenti contestati fossero molto limitati, tutti riconducibili al normale dispiacere per la fine della storia, senza travalicare nella persecuzione. Il giudice dell’udienza preliminare, Giovanni Manzoni, infine ha ritenuto che non si trattasse del reato di stalking, ma di un caso di molestie, per il quale ha inflitto all’imputato l’ammenda di 250 euro. Il tolentinate comunque, ora potrà fare appello.

Paola Pagnanelli