di Marta Palazzini "I contagi aumentano e cresce anche la preoccupazione, molte richieste di tamponi nelle farmacie". Da poco più di una settimana, è possibile effettuare i tamponi rapidi anche nelle farmacie e numerose sono state le richieste arrivate nelle 45 farmacie del Maceratese, che hanno aderito al programma e offrono il servizio. Non tutte, infatti, hanno spazi a sufficienza, visto che i protocolli sono molto stringenti e volti a garantire la totale sicurezza per il resto degli utenti. "Ci sono pervenute molte richieste in questa settimana – dice Ida Maria Kazcmarek, presidente di Federfarma e titolare di una farmacia a San Severino –. Abbiamo avuto test sierologici risultati...

di Marta Palazzini

"I contagi aumentano e cresce anche la preoccupazione, molte richieste di tamponi nelle farmacie". Da poco più di una settimana, è possibile effettuare i tamponi rapidi anche nelle farmacie e numerose sono state le richieste arrivate nelle 45 farmacie del Maceratese, che hanno aderito al programma e offrono il servizio. Non tutte, infatti, hanno spazi a sufficienza, visto che i protocolli sono molto stringenti e volti a garantire la totale sicurezza per il resto degli utenti. "Ci sono pervenute molte richieste in questa settimana – dice Ida Maria Kazcmarek, presidente di Federfarma e titolare di una farmacia a San Severino –. Abbiamo avuto test sierologici risultati positivi, mentre i tamponi finora sono risultati tutti negativi. Una dottoressa si occupa esclusivamente di questo, facciamo circa sette o otto tamponi al giorno e altrettanti test sierologici. La gente è molto spaventata col crescere dei contagi. Molti sono soggetti che hanno ad esempio un parente in quarantena e vogliono sapere se sono positivi anche loro, oppure c’è chi lavora con una persona poi risultata positiva. Da parte nostra, c’è la massima attenzione: indossiamo camice, calzari, mascherina, occhiali e guanti. Inoltre, abbiamo predisposto percorsi differenziati per l’entrata e l’uscita". A Macerata, la farmacia via dei Velini ha attivato il servizio da circa una settimana. "I tamponi sono arrivati da poco, ma abbiamo già avuto parecchie richieste. Stiamo rispettando la lista delle prenotazioni – spiega Leonarda Signorello – e siamo appena partiti, anche perché si può fare il tampone soltanto su appuntamento, per una questione di sicurezza. Molti cittadini, però, non sono del tutto informati in merito a questa nuova possibilità che la farmacia offre, molti telefonano e siamo noi che diamo le informazioni. Però, adesso, hanno tutti più chiaro quali sono i test, cosa rilevano e a che cosa servono". Anche alla farmacia Filipponi le richieste non sono mancate, seppure al momento non sia ancora partito il servizio. "Per ora non facciamo tamponi, non è facile controllare che le persone facciano l’esame correttamente – sottolinea Alessia Filipponi –. La procedura è più complicata rispetto al test sierologico, quindi con molti più margini di errore". "La gente, oltre alla prenotazione, ha bisogno soprattutto di essere rassicurata – aggiunge Alberto Marcelletti dell’omonima farmacia di Tolentino –. Stiamo facendo una media di dieci tamponi la mattina e altrettanti il pomeriggio, facendo passare almeno 15 minuti tra l’uno e l’altro. A fronte di venti tamponi al giorno, riceviamo circa una cinquantina di telefonate. Ho la possibilità di avere un ingresso separato, con un piccolo ambulatorio e un cortile, per questo non ci siamo tirati indietro. Troviamo quasi sempre un positivo al giorno. A molti, però, dobbiamo spiegare che se il contatto con un positivo è avvenuto uno o due giorni prima, è inutile venire a fare il tampone, perché la malattia non ha avuto tempo ancora di svilupparsi: il rischio è di risultare negativi, quando in realtà non lo si è". "Nelle ultime due settimane abbiamo fatto una trentina di tamponi antigenici rapidi e sono molti, considerando che qui siamo una piccola realtà – dice Alice Giuseppetti, dell’omonima farmacia di Caldarola –. Per molte persone è una comodità e con i casi della pandemia in aumento adesso c’è molta più preoccupazione: il 90% delle richieste, infatti, sono di persone entrate in contatto con i positivi".