La coda di ieri pomeriggio fuori dal centro vaccinale di Piediripa (foto Pierpaolo Calavita)
La coda di ieri pomeriggio fuori dal centro vaccinale di Piediripa (foto Pierpaolo Calavita)
di Franco Veroli Ad una settimana dal rientro in aula, nelle scuole della provincia ci sono già 12 classi finite in quarantena: cinque nelle scuole primarie, sei alle secondarie di primo grado (medie) e una alle superiori. In assoluto non sono tante, per carità, ma va anche tenuto presente che sono riferite a soli sette giorni e, dunque, il dato non va sottovalutato. Inutile riaprire il discorso sul fatto se le scuole in sé siano sicure, come più volte evidenziato, quanto su tutto ciò che si muove intorno ad esse, a partire dai rischi di assembramento alla salita e alla discesa dai bus – ma anche...

di Franco Veroli

Ad una settimana dal rientro in aula, nelle scuole della provincia ci sono già 12 classi finite in quarantena: cinque nelle scuole primarie, sei alle secondarie di primo grado (medie) e una alle superiori. In assoluto non sono tante, per carità, ma va anche tenuto presente che sono riferite a soli sette giorni e, dunque, il dato non va sottovalutato. Inutile riaprire il discorso sul fatto se le scuole in sé siano sicure, come più volte evidenziato, quanto su tutto ciò che si muove intorno ad esse, a partire dai rischi di assembramento alla salita e alla discesa dai bus – ma anche davanti agli istituti – e all’oggettivo maggior numero di persone in circolazione.

Non ci sono cluster nelle scuole, dunque, i contagi arrivano dall’esterno, ma una volta che ci sono coinvolgono gli studenti di una o più classi. In un momento in cui le cose sembrano andare meglio, perciò, un invito alla prudenza non guasta, proprio per evitare possibili brutte sorprese. Si tratta di sfruttare al meglio la tendenza attuale consolidandola, non certo mettendola a rischio. Intanto prosegue la campagna vaccinale e ieri si sono registrati disagi e code anche nel nuovo centro di Piediripa. Decine di persone sono state costrette ad aspettare, anche all’aperto, per lungaggini nell’accettazione.

Sul fronte sanitario, ieri sono stati sei i morti per Covid nelle Marche, uno dei quali in provincia di Macerata: una donna di 70 anni di San Severino. In provincia la situazione degli ospedali è sempre difficile, con i ricoveri stabili a 168, anche se diminuiscono le persone in pronto soccorso (8 a Macerata e 3 a Civitanova). Continua la discesa del numero delle persone in quarantena, passate da 2.682 a 2.613, 69 in meno: 1.882 asintomatiche e 731 sintomatiche, 41 gli operatori sanitari coinvolti. Il quadro regionale evidenzia un importante calo dei ricoveri, da 862 a 840 (22 in meno), 127 dei quali (2 in meno) in terapia intensiva. I pazienti in pronto soccorso passano da 37 a 41. In diminuzione il numero delle persone in isolamento domiciliare, da 7.193 a 7.110 (83 in meno), e gli attualmente positivi (isolamento domiciliare più ricoverati), da 8.055 a 7.950 (105 in meno). Il numero di dimessiguariti sale da 81.757 a 82.073, 316 in più.

Sono stati testati 3.770 tamponi: 2.022 nel percorso nuove diagnosi (di cui 772 nello screening con percorso antigenico) e 1.748 nel percorso guariti, con un rapporto positivitestati pari all’11%. I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 222: 43 in provincia di Macerata, 29 in provincia di Ancona, 65 in provincia di Pesaro-Urbino, 5 in provincia di Fermo, 58 in provincia di Ascoli e 22 residenti fuori regione. Questi casi comprendono soggetti sintomatici (38), contatti domestici (61), contatti stretti di casi positivi (57), contatti in setting lavorativo (4), contatti in ambiente di vitasocialità (1), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (2), screening percorso sanitario (1). Per altri 58 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.