Macerata, furto alla tabaccheria di via Cincinelli: il titolare Daniele Savi (Gabrielli)

Macerata, 7 novembre 2018 - Furto ai danni della tabaccheria Il girasole, in via Cincinelli. Alle 2.30 della notte tra domenica e lunedì, i ladri sono entrati, tagliando letteralmente la serranda e il vetro, hanno arraffato Gratta e Vinci e l’incasso in contanti: in tutto, un bottino di 9.600 euro, senza contare i danni. Il titolare Daniele Savi ha scoperto del colpo la mattina di lunedì, quando alle 6.10 è andato ad aprire l’attività, e ha trovato la brutta sorpresa. Indagano i carabinieri.

Ora gli toccherà provvedere installando un allarme e un sistema di videosorveglianza, per proteggersi e prevenire eventuali colpi. Anni fa, nel 2011, era stato vittima di una tentata rapina: gli avevano puntato un coltello addosso, ma lui non si era fatto intimidire e aveva messo in fuga il tizio che lo minacciava. Oggi, deve fare i conti con un nuovo episodio, che gli lascia amarezza e frustrazione, dopo tanta fatica, energia e tempo spesi nell’attività che Savi porta avanti da ormai 14 anni.

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«Luedì è stata la peggiore giornata della mia vita». Daniele Savi, la sua tabaccheria è stata presa di mira, di nuovo, dai ladri. E stavolta il colpo è andato a segno. Quanto le hanno rubato i ladri?
«Tremilaseicento euro, tra banconote e monete, che avevo lasciato in cassa, e hanno arraffato tutti i Gratta e Vinci che erano sui ripiani in alto. Per fortuna non ero carico, parecchi ne avevo già venduti. Però anche così il colpo è stato grosso, i ladri hanno preso una ventina di pacchi, e ognuno vale 300 euro».

Il furto di Gratta e Vinci è coperto da assicurazione?
«No, purtroppo. Sono soldi completamente persi. Ma un paracadute lo dovremmo avere, così è veramente dura».

Quanto le è costato riparare serranda e vetro?
«Oltre 800 euro, li ho fatti sistemare immediatamente».

Sa quando sono entrati in azione?
«Sono in grado di indicare l’ora esatta. Alle 2.33 della notte tra domenica e lunedì, sulla lista di movimenti del distributore automatico si legge di un «accesso fallito». Si vede che i ladri hanno tagliato il cavo che alimenta la luce di cortesia, che si accende quando qualcuno si avvicina al distributore».

Qual è la scena che si è trovato davanti?
«Erano le 6.10, ho visto la serranda ridotta in quel modo e il vetro tagliato, probabilmente con delle cesoie. Ho chiamato i carabinieri, che sono arrivati in cinque minuti. Il palazzo dove si trova la tabaccheria è abitato da tante famiglie, eppure nessuno ha sentito nulla».

Il locale è dotato di allarme o telecamere?
«No, abbiamo solo la videosorveglianza diurna interna. Ora mi toccherà provvedere. Ho già chiesto un preventivo per l’allarme antifurto, il costo sarà di circa 900 euro. Dopo quello che mi è capitato, sono obbligato a installarlo. Poi vorrei dotarmi di telecamera interna capace di vedere i movimenti notturni».

Come mai aveva lasciato i contanti in cassa?
«Perché, sbagliando, ho creduto di potermi fidare della gente, sono sempre stato portato a credere che Macerata sia una città tranquilla».

Eppure aveva subito un tentativo di rapina, anni fa.
«Sì, un tizio era entrato e mi aveva minacciato con un coltello, nel febbraio del 2011, ma ero riuscito a non farmi intimidire e a metterlo in fuga. La serenità che mi ha portato a lasciare l’incasso in negozio è il risultato di 14 anni di attività sempre tranquilli, fatta eccezione per l’episodio che ho appena raccontato. Ho sempre creduto di non dovermi proteggere dai ladri, e che non ci fosse bisogno di barricarmi dietro inferriate, convinto che questa fosse una città tranquilla. Almeno rispetto a Foggia, mio luogo di origine».

È proprio per questo che aveva scelto di trasferirsi a Macerata?
«Sì, l’ho vista come la città ideale per far crescere i miei figli. Purtroppo, un fatto come questo non può che farmi svegliare, il mio è stato un bel sogno. Del resto il palazzone qui accanto, appena qualche giorno fa, è finito nel mirino degli sciacalli».

Rassegnato al peggio, dunque?
«No, anzi. È chiaro che quanto accaduto mi lascia molta tristezza, oltre alla rabbia e alla frustrazione. Però vorrei rivolgere un appello alle forze dell’ordine, quello di continuare a credere che la battaglia non sia persa, perché la qualità della persona marchigiana, maceratese in particolare, ci fa sperare nel recupero di una serenità che adesso sembra perduta. Non dobbiamo rassegnarci. Con il controllo del territorio si può far tornare la speranza e la sensazione di sicurezza in questa comunità, che ora è messa alla prova».