L'ingresso dell'Ipsia (Calavita)
L'ingresso dell'Ipsia (Calavita)

Macerata, 23 gennaio 2020 - Aule strette, scarsa illuminazione, niente palestra e una scala a chiocciola per arrivare ai laboratori. Tutto all’interno di un condominio. Una situazione che doveva essere temporanea, quella della sede maceratese dell’Ipsia "Corridoni", ma ormai diventata stabile da oltre trent’anni. Ora, nel dibattito che si è aperto sulla situazione delle scuole, si inseriscono i genitori e i docenti dell’istituto professionale, che chiedono di non dimenticare la precarietà in cui si trovano i loro ragazzi. E ricordano che poco lontano c’è un’altra scuola, il "Pannaggi", nata come tale e che tale deve rimanere, in riferimento alla possibilità che in quegli spazi siano spostati gli uffici del tribunale. Un’idea, quella di spostare l’Ipsia al Pannaggi, cui sta pensando anche la Provincia, che ha fatto dei sopralluoghi per verificare gli spazi.

"L’Ipsia è una scuola per l’occupazione, che sforna tecnici manutentori e dell’automazione industriale – scrivono in una lettera genitori e docenti –. Una scuola che forma e si occupa di futuro con domotica, energie alternative, illuminotecnica, gestione e manutenzione di macchine utensili, ogni tipo di elettrodomestico, oltre alle nuove frontiere delle app. Una scuola inclusiva". Una scuola che, dopo trent’anni, è ancora inserita in un condominio in via Barilatti, per cui la Provincia paga un affitto di oltre 30mila euro all’anno.

«Con tutti i soldi spesi in questi anni si sarebbero potute costruire tre nuove scuole – incalzano genitori e docenti –, senza dimenticare che nel momento in cui si creano nuovi edifici si sprecano spazi per un ingresso che sembra la hall di un grand hotel, anziché pensare che all’Ipsia Macerata ci sono ragazzi stipati in aule strette con poca luce e dove non c’è la palestra. Ma giusto, questi sono ragazzi di serie B o C. Proprio no carissimi, quello che non si sa è che molti dei nostri alunni sono imprenditori, ingegneri meccanici o elettricisti. Loro sono quelli dell’intelligenza operativo-pratica, che non è per tutti". I genitori ricordano come nel risiko che coinvolge le scuole e il tribunale "gli uffici giudiziari possono essere collocati dove c’è l’Ipsia o in altri immobili disponibili", e poi "non sarebbe più ragionevole che l’affitto sia pagato dal ministero, anziché dalla Provincia? Non si potevano prima ascoltare i consigli di istituto, i dirigenti e i genitori, invece di intervenire a gamba tesa, senza un accordo, in sinergia con la Provincia? – concludono –. Dice Andrea De Carlo: ‘L’unica possibilità che si ha è di investire sulla scuola e sulla ricerca’. Una città capoluogo questo deve fare. Ci sembra che la proposta del sindaco vada in altra direzione".