Bullismo (foto d’archivio)
Bullismo (foto d’archivio)

Recanati (Macerata), 30 novembre 2016 - Minacce, ingiurie e insulti omofobi subiti per diversi mesi da una ragazzo più grande, fino a quando non ce l’ha fatta più a sopportare tante umiliazioni e ha raccontato tutto ai suoi genitori che, preoccupati per l’angoscia in cui era piombato il figlio, hanno sporto denuncia alla caserma dei carabinieri. Un caso di bullismo a Recanati, in una scuola superiore. Vittima un sedicenne, di nazionalità straniera, vessato da uno studente più grande, appena maggiorenne. Vivono entrambi a Montelupone, frequentano lo stesso istituto scolastico.

All’interno dell’edificio non sarebbe mai accaduto nulla, secondo quanto hanno potuto appurare le indagini dei carabinieri, che hanno acquisito varie testimonianze, anche quelli di altri studenti, e una volta verificato che il bullo aveva sistematicamente preso di mira il ragazzo più piccolo e che lo intimoriva con minacce e offese pesanti lo hanno denunciato e dovrà rispondere di bullismo e di atti persecutori. Frasi come «ti spezzo» e insulti omofobi pronunciati davanti ad altri studenti e agli stessi compagni, alle fermate dell’autobus, lungo il tragitto verso la scuola, negli spazi contigui ad essa, approfittando del fatto che il suo bersaglio non fosse capace di reagire.

Mai in classe. Una situazione che si è fatta via via più pesante con il passare dei giorni e, dopo mesi trascorsi a subire, convivendo con la paura di essere picchiato e nell’ansia di doversi recarsi a scuola e di incontrarlo, anche in quella Montelupone in cui entrambi vivono, il sedicenne si è deciso coraggiosamente a parlare, a interrompere quel silenzio che alimentava la prepotenza del bullo, che ora dovrà affrontare una causa legale e che forse imparerà a riflettere sul suo comportamento. Un fenomeno sempre più in espansione il bullismo, tanto che secondo un’indagine Doxa Kids in Italia il 35% dei ragazzi dagli undici ai diciannove anni è stato vittima di episodi di bullismo.