di Lucia Gentili Ha perso la vista nel 2012 in un incidente sul lavoro. Il 36enne di Visso Mirco Loretoni (nella foto), consigliere comunale, non ha mai mollato: ha ripreso in mano la sua vita. E pure la sua passione per la Croce Rossa, con cui aveva collaborato da vedente. Da un mese infatti è impegnato in uno dei tirocini formativi promossi dall’Uici Marche (Unione italiana ciechi e ipovedenti) grazie al progetto "Ci vediamo al lavoro". "La sua esperienza alla Croce Rossa di Visso – spiegano i promotori –...

di Lucia Gentili

Ha perso la vista nel 2012 in un incidente sul lavoro. Il 36enne di Visso Mirco Loretoni (nella foto), consigliere comunale, non ha mai mollato: ha ripreso in mano la sua vita. E pure la sua passione per la Croce Rossa, con cui aveva collaborato da vedente. Da un mese infatti è impegnato in uno dei tirocini formativi promossi dall’Uici Marche (Unione italiana ciechi e ipovedenti) grazie al progetto "Ci vediamo al lavoro". "La sua esperienza alla Croce Rossa di Visso – spiegano i promotori – in aiuto alle famiglie martoriate dal Covid e dal post terremoto, si sta trasformando in uno dei primi progetti pilota a livello nazionale per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità visiva nelle squadre della Croce Rossa Un duplice successo per lui, per il nostro progetto, sostenuto dall’8 per mille della Chiesa Valdese, e per tutte le persone non vedenti e ipovedenti che da oggi avranno una possibilità in più per realizzare le loro aspirazioni". Loretoni è il primo nelle Marche a mettere in atto il progetto, e tra i pochi in Italia. E’ anche formatore per la sicurezza nei luoghi di lavoro e testimonial Anmil, l’associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi del lavoro.

Loretoni, perché ha deciso di scendere in campo?

"C’era questa disponibilità dell’Uici e il presidente della Croce rossa di Visso David Celi ha subito sposato l’iniziativa. E’ partito così questo progetto pilota. La speranza è che possa continuare e prosegua l’inserimento, nei vari gruppi di Croce rossa, di persone non vedenti. Come volontari o come dipendenti. Sono sceso in campo perché è bello mettersi a disposizione della comunità, rendersi utile nell’assistenza alla popolazione".

Qual è il suo ruolo?

"Sono al centralino: ogni giorno prendo decine di chiamate. Telefonano persone di ogni età, dai giovani agli anziani, qualcuno chiama per la consegna dei farmaci a domicilio, qualcun altro per il trasporto sanitario, altri ancora come sostegno psicologico. Da chi è in quarantena per il Covid alle famiglie disagiate. Questo servizio sul territorio fa la differenza, non solo a livello social. Poi mi occupo della gestione degli alimenti in magazzino, tramite computer. E ricevo le persone".

Quale messaggio vorrebbe inviare ad altri giovani?

"Servono nuove leve. Qui formiamo un bella squadra, ma ovviamente, per i tanti servizi da svolgere, altri giovani sono ben accetti. Almeno possono fare una prova. Riempie il cuore poter aiutare gli altri. Ringrazio di nuovo la Croce Rossa per aver accolto l’idea e aver acceso i riflettori su chi ha perso la vista".