Un ottantenne di Tolentino era stato accusato di aver fatto proposte hard a una 17enne, offrendole 50 euro. Ma in tribunale ha dimostrato la sua innocenza, anche se ci sono voluti più di sei anni. A denunciare l’anziano erano state una donna e la figlia. Secondo la loro accusa, un giorno di agosto del 2015 l’uomo si sarebbe presentato in casa loro per riprendere un decoder prestato alla madre, che lavorava da lui come badante. Ma in casa avrebbe trovato solo la figlia 17enne. A quel punto, avrebbe fatto delle proposte oscene alla ragazzina proponendole 50 euro. Da qui per lui l’accusa di tentata prostituzione minorile. Nel corso del processo però sono state sentite sia la madre sia la figlia, nel frattempo diventata maggiorenne, e le versioni delle due sono risultate piuttosto contraddittorie anche sul dove, come e quando sarebbe avvenuto il fatto. Così anche il pm Napolillo, che ha seguito il caso con la distrettuale antimafia di Ancona, ieri nell’ultima udienza a Macerata ha chiesto l’assoluzione per la contraddittorietà della prova. Alla fine, la corte ha assolto l’imputato "perché il fatto non sussiste", come sostenuto sempre dal difensore, l’avvocato Giorgio Di Tomassi, che aveva sempre ribadito la completa infondatezza della denuncia verso l’80enne. Madre e figlia erano parti civili con l’avvocato Stefano Nascimbeni.

Paola Pagnanelli