Il pm Enrico Riccioni (foto d’archivio)
Il pm Enrico Riccioni (foto d’archivio)
di Paola Pagnanelli Tre mesi dopo le nozze, avrebbe scoperto che il marito frequentava le chat omosessuali. Per questo la moglie avrebbe iniziato a bere e a picchiarlo. Il caso è finito ieri all’esame del tribunale di Macerata, dove la donna è stata rinviata a giudizio con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, accusa che però lei respinge. I due, 45enni residenti in un centro dell’alto Maceratese, si sono sposati a dicembre dell’anno scorso. Ma tre mesi dopo aver iniziato la vita...

di Paola Pagnanelli

Tre mesi dopo le nozze, avrebbe scoperto che il marito frequentava le chat omosessuali. Per questo la moglie avrebbe iniziato a bere e a picchiarlo. Il caso è finito ieri all’esame del tribunale di Macerata, dove la donna è stata rinviata a giudizio con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, accusa che però lei respinge. I due, 45enni residenti in un centro dell’alto Maceratese, si sono sposati a dicembre dell’anno scorso. Ma tre mesi dopo aver iniziato la vita coniugale, la neo sposa avrebbe scoperto una vita parallela del marito, di cui lui non le avrebbe mai rivelato nulla: l’uomo avrebbe frequentato assiduamente le chat su internet per incontrare altri uomini. La scoperta a sorpresa di questa omosessualità del coniuge l’avrebbe mandata completamente in tilt, e avrebbe messo in crisi anche il matrimonio. In pieno lockdown, i due coniugi si sarebbero trovati a vivere in un inferno. La donna avrebbe iniziato anche a bere, e in casa sarebbe esplosa la violenza. Una volta lei avrebbe denunciato il marito per le percosse ricevute, ma dopo una riconciliazione aveva ritirato la denuncia. Ma poi è stato lui a denunciare lei, raccontando appunto degli eccessi della moglie, e delle botte che lei gli avrebbe dato. Questa querela, relativa a episodi che sarebbero avvenuti lo scorso marzo, ha preso la corsia del "codice rosso", cioè la procedura accelerata prevista per le violenze contro le fasce deboli, in genere donne e bambini: in questo caso ne ha beneficiato un uomo, anche se non ci sono state misure cautelari per la moglie. L’altro giorno in tribunale a Macerata si è tenuta l’udienza preliminare.

Il pm Enrico Riccioni ha chiesto il rinvio a giudizio per l’imputata. Ma per la donna l’avvocato Marco Subiaco ha depositato vari documenti, tra cui anche alcuni file audio, per dimostrare che anche lei sarebbe stata picchiata dal marito, e che tutta la violenza in casa sarebbe stata la conseguenza della scoperta fatta dalla moglie sulla vita parallela e nascosta del marito, a pochissima distanza di tempo dalla celebrazione del loro matrimonio.

Alla fine il giudice Domenico Potetti ha ritenuto necessario il processo, per ricostruire la vicenda in tribunale: la prima udienza è stata fissata a dicembre dell’anno prossimo. L’uomo si è costituito parte civile con l’avvocato Luca Belardinelli. Nel frattempo, la coppia sta arrivando alla separazione per mettere fine alle reciproche sofferenze causate da questa unione.