Previsioni meteo, allerta per il caldo in Emilia Romagna (Foto Newpress)
Previsioni meteo, allerta per il caldo in Emilia Romagna (Foto Newpress)

Bologna, 26 giugno 2019 – Farà caldo, molto caldo, il 27 giugno 2019. Niente di nuovo sotto il sole si potrebbe dire, d'altra parte l'estate è già cominciata da qualche giorno. Eppure le previsioni meteo hanno indetto la Regione Emilia Romagna a emettere un'allerta di codice giallo (lieve entità) per temperature elevate valida dalla mezzanotte alle 24 di giovedì appunto.

Salirà ancora, dunque, la colonnina di mercurio. Le minime registreranno valori compresi tra i 23 e i 26 gradi. Tradotto: la notte sarà meno fresco degli ultimi giorni. E le massime raggiungeranno i 36 e 37 gradi; addirittura 38 localmente.

Quali sono le zone più a rischio? Le aree interne di pianura, vale a dire le zone pianeggianti delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena. Ma anche a Bologna le temperature si impennerano. Possibili disagi nel capoluogo emiliano e nei comuni limitrofi di Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, San Lazzaro di Savena, e dell’area della pianura, Anzola dell’Emilia, Argelato, Baricella, Bentivoglio, Budrio, Calderara di Reno, Castello d’Argile, Castenaso, Crevalcore, Galliera, Granarolo dell’Emilia, Malalbergo, Minerbio, Molinella, Pieve di Cento, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale, Sant’Agata Bolognese. L’ondata raggiungerà anche la collina, dove le temperature potranno toccare i 35 gradi: Loiano, Marzabotto, Monterenzio, Monte San Pietro, Ozzano dell'Emilia, Pianoro, Sasso Marconi, Zola Predosa, Valsamoggia.

Ad ogni modo, i picchi sono più probabili lungo l'asta del fiume Po. Si respirerà un po' di più sulla costa: tra il litorale di Ferrara e la Romagna, infatti, il termometro registrerà qualche grado meno. 

Intanto, salgono gli accessi al pronto Soccorso del Santa Maria Nuova di Reggio Emilia a causa delle alte temperature di questi giorni. Le persone anziane quelle più in difficoltà. Dal weekend scorso 246 accessi al giorno in media con un incremento del 20% circa rispetto al solito. La maggior parte sono anziani ultra 75enni. Perdite di coscienza e colpi di calore, molti i malesseri verificatisi in questi giorni. A causa della disidratazione aumentano anche le complicanze: diversi i casi di scompenso cardiaco e respiratorio e sepsi per anziani e persone con patologie croniche.

I consigli per affrontare il caldo

Salgono gli accessi al pronto soccorso a causa delle alte temperature di questi giorni. Le persone anziane quelle più in difficoltà. Dal weekend scorso, per esempio, sono stati  246 gli accessi al giorno in media al pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, con un incremento del 20% circa rispetto al solito. La maggior parte sono anziani ultra 75enni. Perdite di coscienza e colpi di calore, molti i malesseri verificatisi in questi giorni. A causa della disidratazione aumentano anche le complicanze: diversi i casi di scompenso cardiaco e respiratorio e sepsi per anziani e persone con patologie croniche.

Ecco quindi qualche consiglio per affrontare le ondate di calore. Limitare la permanenza all’aperto nelle ore più calde della giornata (tra le 11 e le 17), bere molto e spesso, anche quando non si ha sete, evitando alcol e caffeina, bibite gassate o contenenti zuccheri e, in generale, bevande ghiacciate o fredde.

Fare bagni o docce con acqua tiepida, per abbassare la temperatura corporea, e utilizzare i climatizzatori regolando la temperatura dell’ambiente con una differenza di non più di 6/7 gradi rispetto a quella esterna. Se si utilizzano ventilatori, infine, evitare di rivolgerli direttamente sul corpo. 

Particolare attenzione va prestata nei confronti dei bambini molto piccoli, delle donne in gravidanza, degli anziani con patologie croniche (ad esempio i diabetici che devono assumere insulina o le persone con scompenso cardiaco), di chi ha difficoltà ad orientarsi nel tempo e nello spazio, delle persone non autosufficienti, in condizioni socio-economiche disagiate, di chi vive da solo e in appartamenti soggetti a surriscaldamento come i piani alti privi di condizionamento dell’aria, di quanti lavorano all’aperto o in ambienti nei quali c’è produzione di calore.