La banda che ha picchiato il giovane era composta da cinque 17enni Sconvolta la mamma: «Pensavo di vivere in una città tranquilla...»
La banda che ha picchiato il giovane era composta da cinque 17enni Sconvolta la mamma: «Pensavo di vivere in una città tranquilla...»

di MARIA SILVIA CABRI

UN SABATO sera, aria di primavera, pieno centro storico. Una passeggiata mano nella mano che si è trasformata in un incubo per due giovani adolescenti. Erano circa le 21 quando i ragazzi, 14 anni lui, 13 anni lei, si stavano dirigendo verso piazza Martiri. A livello di piazzale Bertesi, proprio dietro alla Cattedrale, sono stati fermati da un gruppetto di cinque ragazzi di 17 anni, tutti non italiani e in stato di ubriachezza. Ad essere preso di mira è stato il 14enne carpigiano: sotto gli occhi terrorizzati della fidanzatina, tre ragazzi del gruppo lo hanno immobilizzato e spintonato verso i cespugli dell’area verde del piazzale. Mentre gli atri guardavano, uno si è avventato contro di lui dandogli una testata in fronte. I cinque stranieri si sono poi dileguati e il ragazzino è riuscito a chiamare il padre che lo ha portato al pronto soccorso del Ramazzini, dove lo hanno medicato alla fronte e al labbro. «Siamo sconvolti – racconta la madre del ragazzo –. Purtroppo si sentono sempre più spesso episodi simili, ma quando arrivano a toccare il proprio figlio è terribile. Pensavo di vivere in una città tranquilla, credevo che nonostante tutto Carpi fosse ancora vivibile. Poi mio figlio di appena 14 anni, in un tranquillo sabato sera alle 21, mentre era con la sua ragazzina, in pieno centro, viene picchiato senza motivo». Il ragazzo sta bene, ha il labbro rotto e la fronte tumefatta, ma è ancora sotto shock. «Abbiamo fatto denuncia alla polizia di Stato – prosegue la madre –. Ora viviamo nella paura». Immediata la solidarietà espressa al ragazzo e alla famiglia da parte della comunità: «Mi spiace molto, la polizia sa benissimo chi sono, un gruppo misto napoletani – nordafricani minorenni. Sono sempre lì in piazzale Bertesi o davanti al k2 e molestano tutti. Anche mio figlio e alcuni suoi amici hanno avuto problemi con loro», afferma un carpigiano residente nella zona. «Condivido questo pensiero da mamma apprensiva e preoccupata di questa realtà che ci circonda perché vissuta di persona – conclude la madre –. Dobbiamo renderci conto di questa realtà che ora ha riguardato la mia famiglia, ma purtroppo questa potrà essere subita anche da altri. In tanti mi stanno dicendo che la situazione è così da diverso tempo. Mi chiedo cosa stiamo aspettando per fare qualcosa o forse si aspetta quando è troppo tardi?».