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14 mag 2022

Emorragia all’esofago, salvato al Policlinico

Team multidisciplinare ’capitanato’ dal gastroenterologo Filippo Schepis, ha salvato la vita a un uomo di 62 anni di Reggio

Un intervento salvavita riuscito grazie alla prontezza e alla competenza di un team multidisciplinare. E’ stato eseguito la scorsa settimana al Policlinico. Una corsa contro il tempo poichè Corrado Marchetti (nella foto), 62enne reggiano, si è sentito improvvisamente male e dopo essere stato portato con un’ambulanza all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio è stato trasferito d’urgenza al Policlinico di Modena. Corrado aveva avuto una recidiva di un’emorragia digestiva da rottura di varici dell’esofago; un evento ad altissimo rischio se non preso in tempo.

E’ così entrato in azione Il Tips Team, che ha salvato la vita del paziente grazie all’inserimento di un bypass con una tecnica innovativa messa a punto da una squadra ad hoc. "Sostanzialmente la creazione di un tramite tra una vena principale dell’addome, la vena porta, e una vena principale del circolo sistemico, la vena cava – ha spiegato Cristian Caporali, direttore della Radiologia Interventistica – con uno stent ricoperto si crea una sorta di galleria che viene posizionata all’interno del fegato. Ci sono molte variabili che riguardano sia l’ipertensione portale che la situazione generale del paziente, la sua funzionalità cardiaca e polmonare. Ci sono dunque diversi parametri da considerare e la collaborazione stretta con i clinici dà un valore aggiunto al nostro atto tecnico. All’attivo abbiamo circa 300 posizionamenti di TIPS e altrettante revisioni – ha proseguito Caporali – negli anni abbiamo formato una seconda generazione di professionisti in grado di dare continuità al servizi".

Corrado Marchetti è stato dimesso nell’arco di pochi giorni e ieri ha voluto essere presente all’incontro che i medici hanno avito con la stampa. "Sono nelle loro mani – ha detto senza nascondere una certa commozione, a loro devo la mia vita". "Ci siamo trovati davanti un paziente che rischiava di morire per un’emorragia acuta – ha spiegato Filippo Schepis, direttore della Gastroenterologia – a qual punto è nata la necessità di agire sull’ipertensione del sistema venoso a monte del fegato. Siamo cresciuti al punto da poter contribuire a rafforzare i percorsi territoriali volti alla diagnosi dell’ipertensione portale e al trattamento delle sue complicanze (mediante TIPS o altri metodi) in modo che sempre più pazienti possano accedere ad una rapida diagnosi e cura". Questo importante successo terapeutico – si è complimentato Claudio Vagnini, direttore generale dell’Aou di Modena – è frutto della competenza dei nostri professionisti e della loro capacità di lavorare in team a beneficio dei nostri pazienti. Nel caso specifico, poi, l’alleanza tra ospedali di province diverse, nell’ambito del Servizio Sanitario Regionale ha consentito di portare il paziente nella struttura più adatta alla sua condizione clinica".

Emanuela Zanasi

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