EMANUELA ZANASI
Cronaca

Parla Mohamed Sakka: "Mio fratello morto per problemi di cuore?. È sempre stato bene"

Il giovane era con Taissir la notte prima del ritrovamento del corpo "Era una sportivo, nuotava, in famiglia non abbiamo malattie. Non accuso nessuno, ma aiutatemi a capire cosa è successo" .

Parla Mohamed Sakka: "Mio fratello morto per problemi di cuore?. È sempre stato bene"

Parla Mohamed Sakka: "Mio fratello morto per problemi di cuore?. È sempre stato bene"

"Aiutatemi a capire cosa è successo a mio fratello, chi sa qualcosa parli". E’ l’appello di Mohamed Sakka, fratello di Taissir, il tunisino trentenne trovato senza vita domenica mattina 15 ottobre nel parcheggio del Filmstudio7b. Per la vicenda, lo ricordiamo, sono stati iscritti nel registro degli indagati come atto dovuto sei carabinieri del radiomobile di Modena con le accuse di lesioni e, per uno di loro, anche quella di morte come conseguenza di altro reato dopo l’esposto di Mohamed.

Il giovane sostiene che lui e il fratello sono stati picchiati dai militari che li avevano portati in caserma dopo una lite con alcuni minorenni davanti alla polisportiva di Ravarino. L’autopsia sul corpo del giovane esclude però lesioni compatibili con il decesso e il suo cuore è stato trasferito in un laboratorio specializzato di Padova per essere analizzato.

Mohamed ripercorriamo quella notte; tutto è partito da Ravarino.

"Io e mio fratello eravamo alla polisportiva a bere qualcosa. E’ scoppiata una discussione con un gruppo di ragazzini ma non abbiamo alzato le mani e non sono state spaccate delle bottiglie. Ad un certo punto sono arrivati i carabinieri che ci hanno portato in caserma a Modena".

E lì cosa è successo?

"Ci hanno picchiati. Mio fratello è stato ammanettato, sdraiato per terra; ci hanno dato degli schiaffi, li hanno dati anche a me. Poi ci hanno lasciato andare. Poco dopo però ci hanno inseguiti con due gazzelle perché noi li avevamo insultati dopo che ci avevano picchiati. Io e mio fratello ci siamo divisi e siamo scappati; una volta davanti alla stazione io sono andato verso viale Monte Kosica, mio fratello verso via dell’Abate. Da quel momento non ho saputo più niente di lui. L’ho chiamato ma il suo cellulare era spento, era già scarico ore prima. L’ho rivisto cadavere la mattina dopo".

L’autopsia sul corpo di suo fratello non evidenzia però traumi capaci di provocarne la morte.

"Io non accuso nessuno e non ce l’ho con nessuno; voglio solo sapere la verità. Mio fratello era una persona sportiva, nuotava, era un grande lavoratore, ultimamente faceva il muratore, lavoravamo insieme, era il mio responsabile; stava bene".

Potrebbe essere stato un malore, un arresto cardiaco a causarne la morte...

"Lui non ha mai avuto problemi di salute, nemmeno in famiglia abbiamo problematiche genetiche. Per questo faccio un appello: non so cosa abbia provocato la morte di Taissir, chi sa qualcosa di quello che è successo quella sera si faccia avanti, mi dia una mano".