Fano, 17 agosto 2019 - «Direttore artistico e comitato scientifico per la Fano dei Cesari». Dopo il suggerimento al Comune di chiedere il riconoscimento Unesco per Arco d’Augusto, teatro e mura romane, la consigliera Pd Agnese Giacomoni, incaricata da Seri di occuparsi della romanità, punta l’attenzione sulla popolare manifestazione fanese: «Per far crescere la Fano dei Cesari dal punto di vista economico-turistico occorre armonizzare l’aspetto ludico-folcloristico con quello culturale». Obiettivo da affidare ad un direttore artistico che abbia la gestione dei fondi, e a un comitato scientifico che faccia le scelte e dia un indirizzo alla manifestazione.

«A Fano – sottolinea Giacomoni – non mancano figure che, per esperienza e conoscenza del mondo romano (Paolo Clini, Luciano De Sanctis solo per citarne alcuni), potrebbero svolgere il ruolo di direttore artistico». L’idea, però, non convince Gino Bartolucci, presidente della Pro Loco, capofila delle associazioni (Colonia Iulia Fanestris, Simmachia Ellenon, Noi di Sant’Orso, Città del Sole) che organizzano la Fano dei Cesari. «Ho ottimi rapporti con la Giacomoni – ci tiene a far sapere Bartolucci – ma a noi non piace fare i galoppini per gli altri. La Pro Loco insieme ai gruppi storici fanesi ha svolto un lavoro enorme e la sede di Tre Ponti è diventata un punto di incontro e raffronto importante». Bartolucci insiste poi sull’importanza di rafforzare il coinvolgimento delle fazioni a cui «andrebbe assicurato un budget più alto di quello di quest’anno (2mila euro)».

Marco Giordani di Simmachia Ellenon non dice no al direttore artistico purché «sia una persona in più all’interno del comitato organizzatore, che si occupi dei dettagli ed eviti la sovrapposizione delle iniziative. L’importante è che non sia eccessivamente invasiva e che ognuno di noi sappia i confini entro i quali muoversi».

Favorevole alla figura del direttore artistico Domenico Alfano de La Città del Sole perché «La Fano dei Cesari non può più navigare a vista». Per Francesco Simoncini della Colonia Iulia Fanestris non sarebbero una novità né il direttore artistico né il comitato scientifico: «La consulenza dei due gruppi storici fanesi già rappresenta per la manifestazione un valore aggiunto, inoltre in questa seconda edizione il regista Henry Secchiaroli ha svolto il ruolo di direttore artistico». L’idea di «allargare a persone esperte di romanità» non dispiace a Pietro Valori di «Noi di Sant’Orso»: «Finita l’estate ci dobbiamo riunire per eliminare le criticità emerse, per migliora l’evento e discutere dei prossimi anni».