Pesaro, 31 luglio 2020 - Tensione alta, oggi pomeriggio, in piazzale Matteotti, per l'intitolazione a Bettino Craxi dei giardini sorti sopra i reperti romani interrati. Nonostante l'inaugurazione sia stata resa pubblica solo due giorni fa, una quarantina di contestatori sono riusciti ad organizzarsi e si sono presentati nel luogo della cerimonia con vari cartelli in mano, su tutti scritta la stessa frase: "La città è contraria".

Non erano tanti, ma molto agguerriti. E hanno urlato a ripetizione gli stessi epiteti, senza sosta, per tutta la manifestazione: «Ladro», «Condannato», «Viva il re di Tangentopoli» riferendosi a Bettino Craxi, ma anche «Prepotente» e «Buffone» rivolti al sindaco Matteo Ricci.
Non sono rimasti in silenzio neanche i sostenitori dell'intitolazione, ancheloro una quarantina, quasi tutti socialisti con in mano l'ultimo numero dell'Avanti, che hanno replicato urlando a loro volta «Fascisti» ai dimostranti.

"Queste contestazioni non mi sono capitate spesso, giusto qualche volta – il commento di Bobo Craxi, figlio del leader socialista, a Pesaro per l'occasione insieme all'onorevole Claudio Martelli e al segretario nazionale del Psi Enzo Maraio -. Sono altre le cose che mi preoccupano nella vita piuttosto che una contestazione politica. Mi rendo conto che c'è una storia controversa, ancora non si sono sedimentate alcune passioni... però è anche un po' esagerato, diciamo la verità. Se penso alle ruberie della Seconda e Terza Repubblica, in confronto quelli della Prima Repubblica erano ragazzi della via Pàl. E comunque prima o poi lo squadrone fascista dovrà prendere atto che l'intitolazione di questo giardino a mio padre è stata una scelta democratica presa dalla giunta, non una decisione autoritaria".

Dopo aver atteso, invano, per mezz'ora che la tensione scemasse, e anche le urla, il sindaco ha deciso di procedere comunque all'inaugurazione e ha scoperto la targa insieme a Bobo Craxi, Claudio Martelli, Enzo Maraio e all'assessore Riccardo Pozzi, segretario provinciale del Psi. Ma pochi minuti dopo la cerimonia, con la piazza ormai vuota, qualcuno ha appeso alla targa un sacchettino con gli escrementi appena raccolti di un cane.