Tatiana Oliva con il marito
Tatiana Oliva con il marito
"Una morte assurda". "Inaccettabile". Davanti alla tragedia di Tatiana Oliva, 46 anni – investita da un suv fuori controllo, martedì pomeriggio mentre faceva trekking in Val di Fassa – c’è solo sgomento. A Gradara, paese d’origine della famiglia Oliva come a Gabicce Mare, luogo di lavoro nella lavanderia della mamma Oriana, i compaesani sono attoniti. Lo sconforto per la tragedia che ha colpito una famiglia storica di Gradara – nonno Ferdinando, nel dopoguerra, è stato sindaco del borgo marchigiano – si mischia con la speranza di vedere presto dimesso dall’ospedale di Trento il marito di Tatiana, Omar Franca, 48 anni, scampato...

"Una morte assurda". "Inaccettabile". Davanti alla tragedia di Tatiana Oliva, 46 anni – investita da un suv fuori controllo, martedì pomeriggio mentre faceva trekking in Val di Fassa – c’è solo sgomento. A Gradara, paese d’origine della famiglia Oliva come a Gabicce Mare, luogo di lavoro nella lavanderia della mamma Oriana, i compaesani sono attoniti. Lo sconforto per la tragedia che ha colpito una famiglia storica di Gradara – nonno Ferdinando, nel dopoguerra, è stato sindaco del borgo marchigiano – si mischia con la speranza di vedere presto dimesso dall’ospedale di Trento il marito di Tatiana, Omar Franca, 48 anni, scampato per miracolo alla falciata micidiale. La figlia 21 enne dei coniugi Franca, Veronica – insieme ai nonni e alla zia Stefania – martedì stesso, in tarda serata, ha raggiunto il capoluogo trentino. Il padre Omar, ieri, è stato dichiarato fuori pericolo mentre sono stati dimessi, praticamente illesi, sia il conducente 24enne del Suv che la passeggera, una ragazza di 19 anni. La dinamica dell’incidente ha dell’incredibile: tutta la giornata di ieri è stata impegnata dagli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria tanto che per i familiari è stato impossibile stabilire il rientro della salma nelle Marche e la data dei funerali. Un aiuto importante per ricostruire l’accaduto potrebbe arrivare dalle telecamere presenti nel tratto di strada 346, nel punto dell’investimento.

Ieri la polizia municipale di Fassa ha raccolto le immagini delle telecamere. Da una prima ricostruzione, tra le possibili cause dello sbandamento c’è la distrazione. Verrà controllato il telefonino trovato nell’abitacolo del suv. Per terra non ci sono segni di frenata: la polizia tenderebbe ad escludere la velocità come causa dell’incidente. Dall’alcol test è emerso che il conducente (indagato per omicido stradale) non aveva bevuto. I familiari di Tatiana hanno nominato un legale. La dinamica ha lasciato perplessi anche gli agenti della polizia locale di Fassa: alle 14,30 di martedì i coniugi Franca erano impegnati in una passeggiata panoramica sopra Moena.

Il punto in cui sono stati travolti sia Tatiana che il marito Omar è dotato di una protezione per i pedoni, un guardrail in legno che accompagna il camminamento dividendo nettamente la corsia automobilistica. Secondo la primissima ricostruzione, il guard rail in legno dovrebbe aver fatto da trampolino al suv. Il Mercedes viaggiava da Falcade verso Moena, stava procedendo in leggera salita. All’altezza di una chiesetta, il conducente ha perso il controllo del veicolo. Il mezzo ha invaso la corsia in senso opposto di marcia: invece di finire nel parcheggio, ha sbattuto contro il guard rail, planando addosso ai coniugi Franca. Lui è rimasto a terra, ferito, ma cosciente. Lei non è sopravvissuta. Tutto ieri, i messaggi di cordoglio hanno raggiunto la famiglia: "Tatiana era una persona solare. Lavoratrice instancabile e mamma affettuosa, lascia un vuoto incolmabile". La lavanderia di famiglia, quella in via Romagna a Gabicce Mare, sul ponte Tavollo, con oltre 40 anni di servizio, è un’attività storica del territorio, frequentatissima. Da ieri è chiusa per lutto, nonostante il cartello indichi "Ferie".

s.v.r.