Legionella, morto dopo la vacanza a Gabicce (foto di repertorio Spf)
Legionella, morto dopo la vacanza a Gabicce (foto di repertorio Spf)

Gabicce Mare (Pesaro e Urbino), 17 aprile 2019 - Aveva passato le vacanze in un albergo di Gabicce. Era giugno del 2014. Due mesi dopo, muore. La vittima è un turista 75enne originario di Udine che aveva scelto come meta per il suo relax estivo, la piccola località adriatica. Spunta subito il nome di un colpevole: legionella. Si trovano tracce del batterio nel corpo dell’uomo. Poi si scopre che è anche presente nell’acqua che scorre nelle condutture dell’hotel. Così saltano fuori altri presunti responsabili: i due soci proprietari della struttura ricettiva. Il loro nome finisce nel registro della procura di Pesaro.

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Omicidio colposo, l’accusa formulata dal pm Maria Letizia Fucci. Partono le indagini, ma dopo mesi di analisi, verifiche, confronti, secondo l’accusa non è possibile dimostrare che ad uccidere il 75enne sia stata la legionella. La quantità presente nell’acqua dell’hotel sembrerebbe non sufficiente a provocare la morte di un uomo. Vero è però che il quadro clinico della vittima non è di certo quello di una persona in salute. Il suo corpo risulta essere già compromesso a causa di altre malattie. Porta i segni anche di diverse infezioni contratte, a quanto sembra, in precedenti ricoveri ospedalieri.

In ogni caso, in base alla propria ricostruzione, la procura è convinta che non ci sia relazione tra la legionella e la morte dell’udinese. Chiede così l’archiviazione. Nel frattempo la famiglia del 75enne si fa avanti e a distanza di un anno presenta una denuncia. Il gip Giacomo Gasparini non accoglie invece la richiesta della procura di chiudere il caso. E ordina di proseguire le indagini. Insiste in particolare sull’acquisizione di tutte le cartelle cliniche della vittima. Il fascicolo è dunque ancora ben aperto. E ora aspetta di passare tra le mani di un perito che illustri tutte le carte richieste dal gip. All’udienza di ieri mattina, il giudice Gasparini ha conferito l’incarico al medico. Tra qualche mese, alla prossima udienza, saranno spiegati i primi esiti della nuova tranche di indagine.