Maturità 2021, studenti pronti agli esami
Maturità 2021, studenti pronti agli esami

Pesaro Urbino, 17 giugno 2021 - Sono stati in quarantena fino al 7 giugno, anche se erano quasi tutti sani e molti i vaccinati. Solo un loro compagno (su 14) era risultato positivo a maggio e tutta la classe era stata posta per 10 giorni in quarantena. Poi il 7 giugno scorso tutti fuori, con tampone negativo generalizzato. Ma per la maturità, il Ministero pretende che siano passati altri 14 giorni dopo la quarantena, altrimenti niente ingresso a scuola e ripiegamento per la prova finale in modello "dad", cioè a distanza. E’ l’incredibile condizione, mai imposta nemmeno a Wuhan, che il ministero dell’Istruzione ha fatto sapere alle commissioni d’esame italiane. A farne le spese è una quinta dell’Itis di Urbino, indirizzo di chimica, formata da 14 ragazzi. Ieri dovevano sostenere l’esame di maturità, ma l’altra sera la commissione d’esame ha scoperto l’esistenza di una circolare del Ministero che impone, con l’autocertificazione, una condizione specifica: "Non essere stato in quarantena o isolamento domiciliare negli ultimi 14 giorni". Che gli abbia messo in testa questa regola non si sa, perché non serve a niente. Ma produce danni.

Essendo passati 8 giorni dal sette giugno, giorno del tampone per i ragazzi urbinati, i docenti di quella V di chimica sono stati costretti a dire ai loro studenti di dover stare a casa e sostenere la maturità in dad. Ci sono state le proteste, i ragazzi si sono sentiti presi in giro, umiliati, e moralmente danneggiati da una imposizione che non sta né in cielo né in terra visto che l’intera quinta, eccetto uno, non ha mai contratto il virus e dunque non sono reduci dalla malattia ma semplicemente hanno osservato la quarantena per sicurezza. E, con un percorso a parte, si sono pure vaccinati.

Per questo, la Commissione d’esame di quella classe V dell’Itis, ha eccezionalmente rinviato ad oggi la prova della maturità con la speranza che i ragazzi potessero entrare in classe dopo aver superato il problema. Ma da quanto si è appreso, un funzionario ministeriale ha negato qualunque possibilità di ingresso ai ragazzi perché, con l’autocertificazione che impone quella condizione capestro dei 14 giorni post quarantena, avrebbero firmato il falso. Nessuna interpretazione è stata ammessa, dimostrando una ’flessibilità’ che, al confronto, il Monte Bianco appare veloce come una gazzella inseguita da un felino.
Dice il presidente dell’associazione dei presidi Riccardo Rossini di Pesaro: "Non si possono lasciare a casa per la maturità dei ragazzi sani e vaccinati. Si devono far entrare, magari per primi, in sicurezza ma devono essere presenti. Hanno passato un anno di dad, hanno un esame mutilato che si riduce ad un’ora di colloquio orale, e non li facciamo nemmeno entrare in presenza? Questi ragazzi hanno dei diritti, non si può rovinare l loro giorno della maturità".

Il dottor Augusto Liverani, dell’Asur area vasta 1, spiega: "Le condizioni imposte dal ministero dell’Istruzione per gli esami di maturità escono da qualunque protocollo sanitario nazionale. Per il ministero della sanità, la quarantena dura 10 giorni, e all’esito del tampone sia rapido o molecolare con negatività, la persona rientra nel suo ambiente lavorativo, scolastico o sociale. Non appare da nessuna parte questa ulteriore limitazione di 14 giorni tra l’ultimo tampone e il reintegro nella vita lavorativa o scolastica, se non in questo protocollo stilato tra ministero dell’istruzione e sindacati della scuola. Regole che non trovano conferme nelle nostre linee guida sanitarie". Per la serie, ognuno si inventa le leggi che vuole.