Pesaro, 12 dicembre 2020 - La vendetta per averlo mandato in carcere e la gelosia per un presunto rivale che era arrivato nella vita della moglie. Sembrano essere questi i motivi di fondo che hanno armato la mano di Mourad Chouaye, 44 anni, marocchino, che l'altro ieri ha ucciso tagliandole la gola la moglie Simona Porceddu, di 41 anni, madre di due figlie di 7 e 13 anni.

I carabinieri stanno ricostruendo le mosse dell'omicida prima dell'arrivo in casa in strada Sant'Egidio 5 a Novilara, dove viveva Simona e dove fino al febbraio scorso risiedeva anche l'uomo, in detenzione domiciliare per scontare una condanna definitiva a 15 mesi per reati legati a droga e a palpeggiamenti nei confronti di una donna.

In quel frangente, ha aggredito la moglie, schiaffeggiandola ripetutamente di fronte alle figlie. La donna finì in ospedale e denunciò l'aggressione. La conseguenza immediata del tribunale di sorveglianza è stata quella di aggravare la detenzione dell'uomo mandandolo in carcere perché non poteva più stare in quella casa e altre non ne aveva. Poi per buona condotta è stato scarcerato il 26 novembre, ossia 50 giorni prima del dovuto, col divieto di avvicinamento alla casa della moglie a Novilara, divieto che ha violato dal primo minuto tornando a Novilara ed incontrando più volte la moglie, la quale però non ha mai chiamato le forze dell'ordine per denunciare questa violazione.

Come se non temesse nulla dall'uomo. Invece l'ha uccisa a freddo, dopo aver pianificato da tempo l'omicidio per poi uccidersi gettandosi da una torre di 15 metri a Novilara. Lunedì verranno eseguite le autopsie. Intanto le figlie sono in un istituto in attesa di un affido ai parenti più stretti, presumibilmente sorella e fratello della mamma che abitano in Sardegna