Urbino, ospedale
Urbino, ospedale

Urbino, 20 giugno 2020 - Sulla situazione dell’Ospedale di Urbino, intervengono il direttore generale Asur Marche, la dottoressa Nadia Storti, ed il direttore dell’Area Vasta 1, il dottor Romeo Magnoni. «La Delibera della Giunta Regionale Marche n. 751 del 16 giugno 2020, in attuazione delle disposizioni di cui al Decreto Legge numero 34 del 19 maggio 2020, approva le Linee di indirizzo organizzative per il potenziamento della rete ospedaliera per emergenza Covid-19. L’emergenza Covid-19 ha reso necessaria una riorganizzazione di tutta l’attività ospedaliera della Regione Marche e il Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020 ha dato la possibilità di incrementare la dotazione regionale di posti letto di Terapia Intensiva e di adeguare strutturalmente e tecnologicamente una quota parte dei posti letto per acuti in ambito medico in posti letto di terapia sub-intensiva – spiegano i direttori -. Ciò per approntare le strutture ospedaliere regionali a rispondere ad eventuali recrudescenze della situazione epidemica da Covid-19 ed evitare, pertanto, le criticità riscontrate fino a metà aprile, insorte per la difficoltà di far fronte all’enorme ed improvvisa richiesta di ricovero ospedaliero per pazienti che giungevano in Pronto Soccorso in gravissime condizioni cliniche con insufficienza respiratoria avanzata. Il decreto ha dato la possibilità di procedere a consolidare la separazione dei percorsi per pazienti affetti da Covid-19 o sospetti tali, prevedendo un’adeguata ristrutturazione dei Pronto Soccorsi con l’individuazione di distinte aree di permanenza per i pazienti già individuati come sospetti Covid-19 e quindi potenzialmente contagiosi e per i restanti soggetti urgenti, in attesa di esito del previsto test di ricerca virologica che viene effettuato al momento dell’ammissione in ospedale. Sulla scorta di queste disposizioni nazionali, le linee di indirizzo organizzative per il potenziamento della rete ospedaliera sono state calate anche nella Provincia di Pesaro Urbino».

«L’Ospedale di Urbino, già dallo scorso mese di Marzo era stato classificato dalla Regione Marche, con Delibera di Giunta n. 320 del 12 Marzo 2020, come struttura dedicata a pazienti “No Covid”, prevedendosi di gestire gli infetti presso l’Azienda Ospedaliera Marche Nord, peraltro dotata di una U.O. di Malattie Infettive. L’evolversi dell’epidemia e il successivo sviluppo in pandemia hanno portato alla ormai conosciuta situazione emergenziale gravissima che ha colpito in particolar modo ed in maniera imprevedibile la Provincia di Pesaro Urbino. L’emergenza creatasi nel territorio provinciale ha comportato quindi in via eccezionale ed inattesa il coinvolgimento anche della struttura ospedaliera di Urbino, la quale ha fatto fronte con i propri mezzi ed il proprio personale, aggiungendosi efficacemente alla “prima linea” creata per contenere e sconfiggere il virus. Ad oggi, venute meno le predette condizioni di eccezionalità, l’Ospedale di Urbino sta ritornando progressivamente alla normale gestione di tutte le attività in esso presenti prima dell’inizio dell’emergenza da Covid-19, con l’obiettivo di occupare il posto di struttura ospedaliera “indenne da Covid-19” secondo il ruolo definito dagli atti di programmazione all’interno della Provincia. Le disposizioni regionali in materia di aumento di posti letto di terapia intensiva e riqualificazione di posti letto di area semi-intensiva, sono state approvate per rispondere ad eventuali recrudescenze della situazione epidemica da Covid-19; in tale quadro ogni struttura ospedaliera ha un mandato e una mission per assicurare le idonee cure ai cittadini. Per l’Ospedale di Urbino tale pianificazione, come anzidetto, non prevede la presa in carico di malati Covid, ma vede una funzione suppletiva che va a vicariare tutte le eventuali attività ordinarie che non potessero essere svolte dall’Ospedale di Pesaro (Covid dedicato), provvedendo perciò a quei bisogni di salute che la popolazione deve continuare a trovare disponibili anche in caso di una nuova evidenza epidemica. Il ruolo di Urbino pertanto diviene fondamentale in ambito provinciale, non potendosi immaginare il ripetersi di situazioni eccezionali in cui prestazioni per patologie gravi ed evolutive non trovino costantemente una struttura ospedaliera che se ne prenda carico. Nel caso di una nuova emergenza, tutto ciò potrà avvenire lasciando alla struttura di Pesaro dell’Azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti Marche Nord”, lo specifico trattamento dei pazienti affetti da Covid-19, tramite il previsto aumento di posti letto di terapia intensiva e la riqualificazione dei posti letto di area semi-intensiva. Prevedendo che comunque in prima battuta cittadini che contraggano l’infezione possano affluire numerosi al Pronto Soccorso di Urbino, in quanto esso rappresenta il primo riferimento del territorio di afferenza, la delibera di giunta regionale ha stanziato un finanziamento di 300mila euro per il potenziamento del medesimo, al fine di attuare la riduzione del rischio di contagio intra-ospedaliero da Coronavirus, strutturando i percorsi separati e le aree distinte sopra descritte. Analogamente è previsto un adeguamento interno di zone dell’Ospedale ora sottoutilizzate, secondo criteri architettonici e funzionali atti a ottimizzare la funzione di degenza secondo i principi dell’igiene ospedaliera e con modalità tali da favorire la creazione di zone di isolamento di malati eventualmente sospetti. Tale azione sarà estremamente utile in caso di ripresa epidemica, ma anche in costanza delle ordinarie attività di ricovero, stante la circolazione nella comunità di altre tipologie di infezione e la conseguente necessità di gestire al meglio la funzione di ricovero. Si ricorda che l’Ospedale di Urbino nel corso degli ultimi anni è stato interessato da numerosi lavori di ristrutturazione e ampliamento per un importo complessivo di oltre 10milioni di euro. Tra il 2020 e il 2021 sono in corso o previste nuove opere, tra le quali il completamento dell’efficientamento energetico (progetto Marte), la ristrutturazione U.O. ginecologia/ostetricia, l’adeguamento sismico Blocco D, la realizzazione di nuovi locali per la nuova risonanza magnetica, la ristrutturazione delle degenza al piano 2°, per un importo totale di oltre 17 milioni di euro».