Pesaro, donna picchiata dal marito (foto d'archivio)
Pesaro, donna picchiata dal marito (foto d'archivio)

Pesaro, 15 settembre 2019 - L’aveva già aggredita per gelosia nell’agosto scorso. Ma l’altra notte intorno all’una si è ripetuto ed ha sferrato un pugno in faccia alla moglie fratturandole il setto nasale. La donna, 47 anni, pesarese, madre di due figli ancora minorenni, è fuggita da casa (in centro) scalza o quasi, sanguinante, in preda al terrore, portandosi dietro i bambini ed urlando aiuto. Qualcuno ha sentito le grida ed ha chiamato la polizia che è intervenuta di lì a poco per scongiurare un’evoluzione drammatica della lite. La donna è stata soccorsa e portata in ospedale con un’ambulanza mentre il marito di 49 anni è stato portato in questura, identificato ed interrogato.

L’uomo avrebbe riferito di aver perso il controllo di sé dopo aver letto dei messaggini nel cellulare della moglie mentre lei stava dormendo nella camera con i bambini dopo una separazione di fatto da un mese e mezzo a questa parte. Da quei messaggini, l’uomo avrebbe capito di essere tradito pur non avendo alcuna prova di questo. Allora è entrato in camera della donna, svegliandola, aggredendola e sferrandole un pugno in faccia. Avrebbe probabilmente continuato se la moglie non fosse fuggita in strada con i figli. Ora la 47enne ha preso ospitabilità da alcuni parenti mentre per il marito è scattata la procedura che lo porterà ad avere almeno un provvedimento di allontanamento dal nucleo familiare. Che era già in corso per il primo caso di aggressione nei confronti della donna di un mese e mezzo fa.

La 47enne è stata medicata in ospedale e giudicata guaribile in 28 giorni, dunque per un periodo che consente la procedibilità d’ufficio da parte dell’ufficio della procura. A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Maria Letizia Fucci che ha seguito fin dalla scorsa notte ciò che era accaduto alla donna, a testimonianza del fatto che i reati da «codice rosso» hanno una corsia preferenziale per essere appurati. La legge infatti, approvata l’8 agosto scorso, prevede anche pene più severe in caso di violenze in ambito domestico e familiare. La polizia giudiziaria deve comunicare subito al pm le notizie di reato relative a maltrattamenti, stalking, violenza sessuale e lesioni aggravate compiute all’interno del nucleo familiare o tra conviventi. La vittima dovrà essere ascoltata dal magistrato entro tre giorni al massimo dall’iscrizione della notizia di reato. Nel caso venga accertata la violenza, il responsabile potrà essere condannato alla reclusione da tre a sette anni. Potrà arrivare a 10 anni se la violenza è avvenuta davanti ad un minore, ad un disabile o ad una donna incinta o se l’aggressione è armata. In questo ultimo caso, l’aggressione è avvenuta davanti ai figli minorenni che la donna è riuscita a trascinare fuori di casa con sé.

Già domani dunque, la 47enne sarà con molta probabilità ascoltata dal magistrato incaricato delle indagini per sincerarsi su ciò che è avvenuto in modo da predisporre la protezione adeguata per la donna.

ro.da.