Pd di nuovo in difficoltà nelle ’quote rosa’. Cercasi il settimo candidato, ovvero la terza donna. Il problema si era presentato anche ad inizio dello scorso mese, facendo slittare di qualche giorno l’assemblea provinciale programmata per chiudere la partita. Nessuna delle donne del partito interpellate aveva acconsentito a candidarsi. Così, il Pd aveva guardato al mondo civico e risolto la questione grazie al sì di Micaela Vitri. Con i sette candidati in cassaforte, o così pareva all’epoca, il Pd ha presentato la propria lista. In grande anticipo rispetto a tutte le...

Pd di nuovo in difficoltà nelle ’quote rosa’. Cercasi il settimo candidato, ovvero la terza donna. Il problema si era presentato anche ad inizio dello scorso mese, facendo slittare di qualche giorno l’assemblea provinciale programmata per chiudere la partita. Nessuna delle donne del partito interpellate aveva acconsentito a candidarsi. Così, il Pd aveva guardato al mondo civico e risolto la questione grazie al sì di Micaela Vitri. Con i sette candidati in cassaforte, o così pareva all’epoca, il Pd ha presentato la propria lista. In grande anticipo rispetto a tutte le altre forze politiche. Poi, nell’ultima settimana, l’imprevisto: Margherita Pedinelli, la cui candidatura era data per certa dallo scorso gennaio, si è ritirata dalla competizione, in polemica con Monica Scaramucci, l’altra candidata, che, secondo la Pedinelli, avrebbe sfruttato il suo ruolo di segretario provinciale per promuovere se stessa. Così, il Pd è tornato indietro di un mese. Di nuovo alle prese con le ’quote rosa’ che non tornano. Sbrogliare la matassa spetta questa volta a Rosetta Fulvi, segretaria provinciale pro tempore per l’autosospensione della Scaramucci. La questione doveva essere affrontata in segreteria lunedì sera. Ma è slittata di un giorno o due. La nuova segretaria, prima di procedere nella ricerca (non semplice) di una sostituta, vorrebbe provare a convincere la Pedinelli a ripensarci. Ma la decisione pare presa.

Intanto, i responsabili delle aree interne del Pd, a sostegno di Monica Scaramucci, ribadiscono, alla luce delle ultime polemiche, che la candidatura dell’ex segretaria nasce dai circoli: "La sua candidatura, come figura che unisce tutte le aree interne, è stato il frutto di consultazioni avvenute nei circoli e nelle zone della provincia, in particolare quelle delle aree interne, tenendo ben presente la situazione e il contesto in cui ci si muoveva: la zona di Urbino, l’Alta valle del Metauro, la zona del Catria e del Nerone, la zona del Montefeltro e quella di Fossombrone. Va inoltre sottolineato che la sua proposta è uscita anche in alcune consultazioni di Pesaro e Fano. La segreteria provinciale e l’assemblea hanno continuato a lavorare costantemente per costruire un percorso di condivisione, che mirasse alla costruzione di una lista forte, radicata, competitiva, dove le donne avessero tutte pari dignità. Non deve stupire se molti territori delle aree interne hanno richiesto a Monica Scaramucci di candidarsi – continuano i suoi sostenitori –, anche perché molte delle problematiche che assillano questi territori sono ben conosciute dalla candidata, già piuttosto attiva fin da quando ricopriva il ruolo di segretario di zona. Sono stati anni difficili per la nostra regione e in particolare per le nostre aree dell’entroterra. Per questo c’è bisogno dell’aiuto di tutti, per dare rappresentanza ad un’area larga e spesso frammentata".

Patrizia Bartolucci