Un’immagine della spaccata al ‘Piada Beach’
Un’immagine della spaccata al ‘Piada Beach’
Spaccata con furto l’altra notte al Piada Beach da Cioppino di viale Cairoli. Erano da poco passate le 2 di notte quando un gruppo di ignoti ha spaccato con delle pietre la vetrina laterale della nota piadineria del Lido, riuscendo a ricavarsi un varco per entrare e razziare tutto il possibile. Poco dopo i ladri sono usciti indisturbati, dalla stessa finestra dalla quale erano entrati, portandosi via il cassetto del registratore di cassa pieno di spicci e un computer portatile nuovo di pacca del valore di circa 1400 euro. Un colpo che questi malviventi hanno ritenuto essere perfetto, dal momento che prima di entrare in azione avevano messo ko il sistema di video sorveglianza...

Spaccata con furto l’altra notte al Piada Beach da Cioppino di viale Cairoli. Erano da poco passate le 2 di notte quando un gruppo di ignoti ha spaccato con delle pietre la vetrina laterale della nota piadineria del Lido, riuscendo a ricavarsi un varco per entrare e razziare tutto il possibile. Poco dopo i ladri sono usciti indisturbati, dalla stessa finestra dalla quale erano entrati, portandosi via il cassetto del registratore di cassa pieno di spicci e un computer portatile nuovo di pacca del valore di circa 1400 euro.

Un colpo che questi malviventi hanno ritenuto essere perfetto, dal momento che prima di entrare in azione avevano messo ko il sistema di video sorveglianza dell’esercizio commerciale. O almeno così pensavano. "Purtroppo" per loro, invece, il titolare è riuscito comunque, grazie agli impianti tecnologici dell’istituto di sorveglianza che fa le ronde notturne nel suo locale, ad estrapolare le immagini dei colpevoli. Pochi fotogrammi che li ritraggono in azione e che nelle prossime ore saranno ingranditi e consegnati ai carabinieri di Fano che indagano già sull’accaduto, dopo la denuncia sottoscritta già ieri pomeriggio dal titolare della Piadineria da Cioppino, Giacomo Moricoli. Erano le 10.30, ieri, quando Moricoli è andato ad aprire come ogni giorno la sua piadineria. Entrando dalla porta principale però non si è neppure accorto che qualcosa non andasse. Finché non è arrivato dietro il bancone ed ha sentito un soffio di vento. Abbassando lo sguardo ha visto il registratore di cassa scardinato. Girando lo sguardo non ha trovato più il suo notebook ed ha notato la finestra laterale aperta e forata da un sasso, che giaceva sul pavimento. "Ancora non mi rendo bene conto di quello che è successo - ci ha raccontato poche ore dopo la denuncia, ancora turbato -. Prima hanno tirato delle pietre contro il vetro. Poi da lì con un ferro appuntito hanno cercato di sfondare la finestra. Alla fine devono aver trovato il gancio e l’hanno sollevata. Da lì sono entrati nel locale ed hanno rubato il computer e i pochi spicci di fondo cassa che avevo nel cassetto". Non si sono neppure preoccupati di aprirlo, lo hanno estratto completamente portandoselo via.

"A parte il computer che avevo comprato da poco e che costa circa 1400 euro, sono più i danni che i soldi rubati". Per i ladri è stato un colpo di fortuna trovare lì il pc. Perché Moricoli non lo lasciava abitualmente all’interno della piadineria e dall’esterno sicuramente questi balordi non potevano averlo visto, perché da ogni visuale possibile, con il locale chiuso, era nascosto alla vista da una colonna, nonostante si trovasse appoggiato sopra il bancone. Forse qualche cliente l’ha visto prima della chiusura. Così come ha visto Moricoli uscire senza. "Mi rode soprattutto per il computer - ammette Moricoli -. Ad ogni modo non è una bella situazione. Ho già fatto denuncia ai carabinieri e appena mi sistemano le immagini delle telecamere di video sorveglianza, gli porterò anche quelle". Quello che fa male di più è che "i vicini mi hanno detto di aver sentito dei rumori intorno alle 2. Se si fossero affacciati subito, magari urlandogli dalla finestra, forse sarebbero fuggiti prima di mettere a segno il colpo". Ma la cosa migliore sarebbe stata avvertire immediatamente le forze dell’ordine, che intervenendo tempestivamente avrebbero forse potuto arrestarli già in flagranza, recuperando la refurtiva e riconsegnandola subito al legittimo proprietario. Tiziana Petrelli