di Roberto Damiani Sono 100, ed è forse un record nazionale. Lo studio legale Coli di Pesaro, con gli uffici in via Marsala, ha compiuto proprio ieri il secolo di attività. Il capostipite Giulio Coli, classe 1899, primo sindaco di Pesaro dopo la Liberazione e poi deputato, si iscrisse all’Albo professionale il 14 gennaio 1922, ancor prima dell’avvento del fascismo. Esercitò sempre a Pesaro. Il figlio Mario, classe 1932, iscritto all’Ordine nel ’56, ha preso le redini dello studio avendo ancora al fianco il padre Giulio. E poi sono arrivati i figli Francesco e Alberto (c’è anche il fratello minore Giulio, ma svolge un’altra...

di Roberto Damiani

Sono 100, ed è forse un record nazionale. Lo studio legale Coli di Pesaro, con gli uffici in via Marsala, ha compiuto proprio ieri il secolo di attività. Il capostipite Giulio Coli, classe 1899, primo sindaco di Pesaro dopo la Liberazione e poi deputato, si iscrisse all’Albo professionale il 14 gennaio 1922, ancor prima dell’avvento del fascismo. Esercitò sempre a Pesaro. Il figlio Mario, classe 1932, iscritto all’Ordine nel ’56, ha preso le redini dello studio avendo ancora al fianco il padre Giulio. E poi sono arrivati i figli Francesco e Alberto (c’è anche il fratello minore Giulio, ma svolge un’altra professione), che conducono attualmente lo studio gomito a gomito col padre Mario, ancora iscritto regolarmente all’Ordine e ogni giorno presente.

Ma non solo: scalpita anche la quarta generazione, ossia Costanza Coli, figlia di Alberto, laureatasi con lode in Giurisprudenza alla Luiss a Roma e ora tirocinante in Corte di Cassazione. E poi Valentina Coli, figlia di Francesco, laureatasi con lode in Giurisprudenza sempre alla Luiss, già abilitata a svolgere la professione forense a New York e infine il fratello Lorenzo, studente al quarto anno di Giurisprudenza sempre alla Luiss. Insomma, lo studio Coli ha tutti i requisiti per toccare di slancio i 150 anni ma ha già buone chance di bissare il secolo.

L’avvocato Mario Coli, anche ieri, era alla sua scrivania per studiare una causa civile incentrata su un lascito dubbio a favore di un istituto: "Si è avvocati anche a 90 anni perché significa vivere il piacere della sfida forense, che per essere vinta deve basarsi su tre elementi: pazienza, grinta e concentrazione. Poi l’esito può essere a volte al di sotto delle aspettative ma in cuor tuo sai di aver fatto il meglio per esser stato utile al cliente. Ed è ciò che mi ha insegnato mio padre Giulio, che ho cercato di trasmettere ai miei figli e che loro insegneranno ai miei nipoti".

Per Alberto e Francesco Coli, "i 100 anni di storia professionale di una famiglia significa anche avere una responsabilità sociale nei confronti della città, essere ogni giorno all’altezza di chi ha aperto questa strada con successo". Nello studio spiccano ancora molti mobili dell’inizio del secolo scorso. Racconta Francesco: "La scrivania e vari ripiani sono quelli realizzati dal mio bisnonno Ciro, che faceva il falegname, il papà di mio nonno Giulio. Li aveva costruiti per il figlio avvocato e sono ancora qui, dove lavora mio padre. Ricordo mio nonno Giulio a questo tavolo di lavoro a fine anni ’60 con le sue caramelle Mental nel primo cassetto. Il cliente era sacro e le scadenze dei fascicoli pure, così la prima cosa che ho imparato è il sacrificio del tempo. Lavorava di domenica, e anche noi lavoriamo spesso nei giorni di festa". Aggiunge Francesco: "Se posso riassumere il mio modo di vedere questa pofessione, dico che la resistenza fisica deve essere la prima qualità di chi intende fare l’avvocato. Perché capita di voler mollare dopo ore di studio di un fascicolo, senti il desiderio di alzarti e uscire, di rinviare, pensando che quel lavoro possa aspettarti. No, non ti aspetta mai. Noi lo sappiamo da almeno 100 anni"