,Michael Scognamiglio coi genitori Nunzia e Francesco
,Michael Scognamiglio coi genitori Nunzia e Francesco

Pesaro, 17 luglio 2019 - "Miracolato" dai medici che l’hanno avuto in cura e anche da un piatto di spaghetti alle vongole preparati dalla mamma per i quali è rimasto a casa la sera del malore. Michael Scognamiglio, 14 anni, studente della terza B della scuola media di Pian del Bruscolo, sorride dal suo letto di ospedale: dopo due interventi in urgenza si può dire guarito dal tumore cerebrale che lo aveva portato al coma e per lui è arrivato, finalmente, il momento di tornare a vivere. In questo breve, ma difficilissimo percorso il ragazzo ha avuto accanto la mamma Nunzia e il papà Francesco, anche se il ruolo di protagonista l’ha giocato il reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Marche Nord.

E infatti i ringraziamenti che Micheal e la sua famiglia vogliono fare pubblicamente sono per il primario Letterio Morabito e per tutto lo staff che è stato al fianco di questo ragazzone alto un metro e 90, gran tifoso dell’Inter, nel primo intervento che lo ha fatto uscire dal coma e nel secondo eseguito a distanza di due giorni per asportare la massa tumorale.

«Il nostro caso merita voce – dice Francesco Scognamiglio – anche perché viene da persone che, come noi, finora non hanno avuto fiducia nell’ospedale di Pesaro sia per esperienze dirette, che per racconti riportati da altri. Tanto che, in un primo momento, avevamo pensato di trasferire nostro figlio in un centro specializzato a Milano, a Brescia o a Perugia. Ma il colloquio con il dottor Morabito ci ha dato una sicurezza incredibile e abbiamo deciso di restare. A posteriori dico che non potevamo fare scelta migliore».

Tutto è iniziato tre anni fa quando l’allora 11enne ebbe uno svenimento. Dopo i controlli effettuati al Santa Croce di Fano, fu inviato all’ospedale di Torrette dove il neurochirurgo confermò la diagnosi di «mioma di basso grado al mesoencefalo».

«Il medico spiegò che era una semplice ciste – racconta mamma Nunzia - forse congenita, non necessariamente collegata allo svenimento. Mai parlato di tumore. Non sono neanche andata a vedere su internet, né passato notti insonni, perché mi ha preoccupato zero. Non l’ho fatto nemmeno dopo, quando mio figlio ha cominciato ad avere problemi con la vista». L’epilogo lo scorso sabato 7 luglio: «Michael è tornato dal mare debilitato – racconta Nunzia– Mi ha chiesto di mangiare un piatto di spaghetti alle vongole prima di uscire e andare alla Notte Rosa insieme agli amichetti. Proprio mentre li preparavo lui si è sentito male: faceva fatica ad articolare le parole, non riusciva a tenere in mano il bicchiere, insomma non era più lui».

La volata al pronto soccorso e poi la diagnosi: «Quando i medici hanno pronunciato la parola «tumore» - ricordano i genitori del 14enne - siamo stati come travolti da un treno in corsa». Oggi la gioia della famiglia Scognamiglio è incontenibile: «Alla dottoressa in sala operatoria, Michael ha detto ‘dì a mamma e papà che sono la loro roccia’ e noi siamo rinati con lui. Questi medici sono stati i suoi angeli».