Pesaro, 9 gennaio 2021 - Si sono vaccinati fino a ieri 1604 dipendenti sanitari dell’azienda Marche Nord, ossia il personale dell’ospedale San Salvatore e Santa Croce. Ne mancano ancora all’appello 600. Ma c’è chi ha già detto che non si vaccinerà. Gli obiettori sono quasi 90, tra medici ed infermieri. Molte le cause dichiarate per schivare l’incombenza, una tra tante per le donne: voler avere una gravidanza nel 2021. Molti invece lo rifiutano perché affermano di aver già avuto il Covid-19 e dunque di essere immunizzati, altri di avere allergie o controindicazioni.

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Ma nel frattempo, Marche Nord ha deciso di vaccinare tutto il personale, anche quello amministrativo come segretarie, ragionieri, uscieri, centralinisti o donne delle pulizie se ne avessero. La vaccinazione viene fatta da una squadra di 5 medici e 8 infermieri aiutati da diversi amministrativi. Nei giorni di festa, si arriva ad effettuare anche 400 vaccinazioni giornaliere, questo perché la farmacia ospedaliera si può dedicare in particolare a questo tipo di operazioni di scioglimento dei vaccini. Che hanno una vita di circa sei ore, entro le quali vanno vaccinate le persone. Ma prima di preparare la dose da inoculare, i vaccinatori lasciano in stand by le ultime 18 dosi della giornata. Le preparano solo se il destinatario è presente, altrimenti no. Non vogliono correre rischi che per qualche ragione possa andare perdute o non essere utilizzate per eccesso di esposizione dopo lo scongelamento. Le liste delle prenotazioni di chi riceverà quel giorno preciso il vaccino prevede anche l’overbooking, ossia le riserve nel caso dovesse saltare la vaccinazione alla persona prevista.

Ieri, erano impegnati a Muraglia per le vaccinazioni 2 medici e 2 infermieri mentre l’Area Vasta effettua, come tabella di marcia, 120 vaccinazioni al giorno, distribuite tra Fossombrone e Urbino. Per Asur, a differenza di Marche Nord, i dubbiosi o gli obiettori al vaccino rappresentano la netta maggioranza dei dipendenti perché almeno 2 su 3 non ha dato la sua adesione. Questo significa che, su circa 5000 dipendenti del settore sanitario in provincia di Pesaro e Urbino, comprendendo l’azienda ospedaliera Marche Nord e l’Area vasta 1, quasi la metà non intende vaccinarsi. In mancanza dell’obbligatorietà, il rifiuto dei sanitari è senza appello. In pratica, non si può fare nulla e dunque questi medici e infermieri del no-vaccino potrebbero rappresentare un rischio costante per pazienti ospedalieri che non possono vaccinarsi per malattie incompatibili o allergie particolari.

Le direzioni sanitarie non hanno assunto a lcun provvedimento nei confronti dei dipendenti obiettori né è pensabile trasferirli in altri reparti, visto che il problema si riproporrebbe allo stesso modo.

ro.da.

 

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