La battaglia da romani e cartaginesi (Fotoprint)
La battaglia da romani e cartaginesi (Fotoprint)

Montefelcino (Pesaro e Urbino), 24 maggio 2015 - Nel 207 a.C., nella vallata del Metauro, gli eserciti dei consoli Gaio Claudio Nerone e Marco Livio Salinatore diedero battaglia a quello di Asdrubale Barca, che si apprestava a riunirsi al fratello Annibale per fornire così i rinforzi necessari all’attacco finale e decisivo contro Roma.

I consoli sconfissero Asdrubale e così impedirono il ricongiungimento delle due armate cartaginesi, ciò che avrebbe senza dubbio mutato il corso non solo della seconda guerra punica ma della storia dell’Occidente.

Per commemorare i 2.222 anni dalla battaglia, considerata una delle dieci più importanti di ogni tempo, il Comune e la Pro Loco di Montefelcino, in collaborazione con le associazioni culturali Evropantiqva, Decima Legio, Colonia Iulia Fanestris e Simmachia hanno deciso di organizzare una ambiziosa rievocazione di quello scontro decisivo.

S’è trattato di un grande evento, inedito in Italia, che ha goduto anche del patrocinio de il Resto del Carlino e che ha avuto luogo sabato 23 e domenica 24 maggio a Ponte degli Alberi, frazione di Montefelcino in riva al Metauro.

Nel corso della presentazione ufficiale al municipio di Montefelcino ne avevano parlato, tra gli altri, Paolo Giulietti, assessore alla cultura nella giunta Marchetti nonché instancabile coordinatore della manifestazione, e Gioal Canestrelli, presidente di Evropantiqva, associazione veronese di rievocatori storici appassionati del mondo romano.

Secondo Giulietti l’intento di questa rievocazione non era certo «chiudere la diatriba su dove di preciso si sia svolta la Battaglia, ma ribaltarla: l’idea è fare di questo evento una manifestazione itinerante, che coinvolga il maggior numero possibile di località della valle del Metauro. È per l’appunto in questa prospettiva che siamo riusciti ad arruolare nell’impresa tre Pro Loco e sette Comuni, con una menzione speciale, ovviamente, per tutte le associazioni di Montefelcino. Questa del 2015 è stata una sorta di prova generale, che come idea è nata quattro anni fa, quando l’amministrazione Marchetti prese contatti con l’associazione di Fano Colonia Iulia Fanestris, che poi si allargarono a Evropantiqva e Decima Legio (Roma). Nella prova non destinata al pubblico che facemmo l’anno scorso c’erano un centinaio di rievocatori: quest’anno sono stati più di 200, senza contare tutti gli eventi collaterali».

Gioal Canestrelli, presidente di Evropantiqva, mette l’accento sul rigore scientifico: «Una postilla: oltre a Evropantiqva, Decima Legio, Colonia Iulia Fanestris e Simmachia (sono stati i rievocatori di Simmachia a far la parte dei cartaginesi, ndr), ci sono state più di 20 associazioni di rievocatori storici venute da tutta Italia. Questo perché è la prima volta in Italia che si rievoca un evento specifico nel luogo specifico che lo ha visto accadere nell’antichità: una novità assoluta. Al di là delle molte teorie sul luogo esatto della battaglia, va ricordato che lo scontro coinvolse sui 40mila uomini per parte, più carriaggi, elefanti e cavalleria, durò due giorni e si spostò per tutta la vallata, quindi è a buon diritto che tutta la vallata può essere coinvolta nella rievocazione».

I romani

I romani

«Per quanto riguarda il nostro apporto specifico di rievocatori – sottolinea Canestrelli – , abbiamo preteso da tutti i partecipanti un livello di preparazione coerente con l’importanza dell’evento. Hanno partecipato rievocatori storici competenti, che non sono solo in grado di fare rievocazione, ma anche didattica. L’obiettivo è trasmettere cultura in chiave spettacolare e così facendo incrementare il turismo. All’estero questo lo hanno capito una trentina di anni fa, noi ci siamo arrivati solo da poco. Spettacolo sì, dunque, ma con rigore. Complimenti per il lavoro fatto dalle associazioni locali: ne sono entusiasta».

Tra i rievocatori al campo romano di Ponte degli Alberi c’era anche Marcello Ceccarelli, fanese, biologo ma anche appassionato di archeologia e mondo classico. Durante la due giorni della Battaglia s’è pure occupato di didattica per conto di Colonia Iulia Fanestris: «Le domande più frequenti – racconta –, soprattutto da parte dei bambini, ovviamente riguardano le armi e tutto ciò che ci gira attorno. Gli scudi, per esempio, che oggi sono quelli di età repubblicana, ma che adattiamo al singolo evento; ma incuriosiscono molto anche i pila, ovvero i giavellotti. Noi teniamo molto a distinguere tra i vari periodi storici, perché ovviamente uno scudo repubblicano è diverso da uno di età imperiale e così via: la correttezza filologica è essenziale. Ma destano molto interesse anche tutti gli attrezzi che i legionari usavano lontano dai campi di battaglia, zappe e quant’altro: non tutti sanno che gli antichi legionari erano sì soldati ma anche genieri, nel senso più largo della parola. Soprattutto negli ultimi anni – prosegue Ceccarelli – ho notato che molta gente arriva ai nostri eventi già preparata, lo si capisce dalle domande. Alcuni scendono davvero nei dettagli e si vede che hanno letto molto sull’argomento, non è solo mera curiosità. Questo fa piacere, perché la rievocazione non è solo spettacolo, ma vuole essere innanzi tutto cultura...».

I cartaginesi

I cartaginesi

Francesco Simoncini, presidente di Colonia Iulia Fanestris: «Un bilancio? Se parliamo di livello della ricostruzione storica, di qualità degli equipaggiamenti, di qualità della partecipazione, con oltre 200 rievocatori che hanno ricostruito fedelmente l’armamento dell’epoca, il bilancio è senz’altro positivo. L’unica cosa che non è andata è stato il tempo, ma non dipendeva da noi...».

Alla manifestazione erano presenti anche i sindaci Montefelcino, di Fano e di Montemaggiore al Metauro. Abbiamo chiesto loro del futuro della Battaglia. Ferdinando Marchetti, sindaco di Montefelcino: «Quest’anno il tempo non ha aiutato, ma noi siamo caparbi e di sicuro riproporremo l’iniziativa anche l’anno prossimo, correggendo quei piccoli errori che ci sosno stati per tanti motivi. Mi auguro che si crei una collaborazione tra tutti i Comuni della vallata, per portare questo evento a un livello molto più consistente, più ampio, più internazionale...».

Alberto Alesi, sindaco di Montemaggiore: «La rievocazione ha coinvolto tutta la vallata, è importante valorizzarla e allargarla. Soprattutto mi pare importante l’aspetto culturale della cosa: in un mondo sempre più tecnologico e virtuale, soprattutto per i più giovani essere in mezzo a un accampamento, vedere, toccare, non ha paragoni possibili. E poi c’è l’aspetto turistico da considerare, che non è affatto secondario per l’economia della vallata...».

Massimo Seri, sindaco di Fano: «Vedo questo evento come una manifestazione che deve diventare un appuntamento fisso e che deve riguardare tutta la vallata. E la penso come una iniziativa che riguarda anche la nostra città, da integrare con tutti gli eventi che noi proponiamo nella stagione estiva, e penso naturalmente e in particolare alla Fano dei Cesari. Questa è una delle dieci battaglie più importanti della storia, bisogna farne un evento paragonabile alla ricostruzione di Waterloo e per questo c’è bisogno di un coordinamento tra tutti i Comuni della valle...».