Pesaro, 10 marzo 2018 - Pesaro nazionale davvero venerdì sera in televisione. Con due trasmissioni in contemporanea che hanno parlato di Pesaro. Da una parte 'Fratelli di Crozza' sulla Nove, con il comico travestito da Marco Minniti con una spassosa interpretazione satirica di un finto risentimento per "Pesaro città di m...".
Concetto ripetuto almeno tre o quattro volte da Crozza in versione Minniti. Fino all’apoteosi del prossimo accordo con i 5 Stelle: "Faremo un governo in cui elimineremo disoccupazione, povertà, disuguaglianza e - perché no? – soprattutto Pesaro".

L’interpretazione di Minniti è fantastica: "Ho avuto un avversario temibile – dice nella versione di Crozza – che non volevo crederci. Ho mentito al ministro, a Marco e anche a Minniti, prima di crederci".

La satira è tale anche quando esagera, ma il ripetuto aggettivo sulla città di m... ha in qualche maniera sospinto Maurizio Crozza a risarcire in qualche maniera la città, con un siparietto ad hoc: "Io volevo salutare Pesaro. Guardate ragazzi che io adoro Pesaro, nell’81, ’82 e ’83 facevo il festival rossiniano. Pesaro è patria di Gioachino Rossini. Io adoro Rossini e adoro Pesaro".

E poi si è esibito in musica nella cavatina di Figaro: "Bravo, bravissimo...". Dedicata a Pesaro e conclusa con un "Io in vacanza vado a Pesaro" sulle note di Gioachino. Il 150° Rossiniano? Nemmeno citato.In contemporanea su La7 ‘Propaganda Live’ di Zoro non poteva far finta di nulla rispetto al post su facebook dei Giovani Democratici sugli "elettori morti" che non hanno votato il Pd a Pesaro. Con Marco Damilano che li ha introdotti così: "Sono i Giovani del Pd che vengono da Pesaro, la città dov’è sindaco l’ultrarenziano Matteo Ricci e dove è stato sconfitto il ministro Marco Minniti".

Elezioni 4 marzo, il post dei giovani Pd di Pesaro scatena il web

 

I giovani Dem pesaresi a 'Propaganda live', condotto da Zoro

Il segretario Timoteo Tiberi e altri due esponenti del gruppo si sono goduti il momento di gloria, comprese le prese in giro sulla loro interpretazione dei risultati elettorali: "Non è che a Pesaro gli elettori non c’hanno votato, è che sono morti".

Un’ironia nascosta che in molti non hanno colto, aprendo invece sui social network un dibattito quasi serio: "Riunitevi, discutete e fate migliori valutazioni del voto", è stato il senso di diversi commenti, anche ripresi in Tv. Tanto che i Giovani democratici sono stati costretti ad inserire postilla: "Trattasi di ironia". Avviando nel contempo un dibattito sull’uso o meno delle ‘faccine’ (emoticon) per segnalare il ‘stiamo scherzando’. Così è, se vi pare.