Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi

Urbino, 4 giugno 2019 - «Qual è la prima persona che ho sentito per formulare la nuova giunta? Vittorio Sgarbi. E’ con lui che ho voluto condividere sempre tutto». Queste le dichiarazioni di ieri del sindaco di Urbino Maurizio Gambini dopo una giornata turbolenta tra commenti e telefonate, a seguito di una intervista del sindaco all’Istituto per la formazione al giornalismo.

Se volete capire cosa sta accadendo nei rapporti personali e istituzionali tra il sindaco Gambini e l’ex assessore Vittorio Sgarbi, aggrappatevi a questa frase: «Le strade dell’inferno sono lastricate dalle migliori intenzioni». E tradotto, cosa vuol dire? Vuol dire che Maurizio Gambini e Vittorio Sgarbi si sono parlati più volte sul futuro amministrativo di Urbino e del rapporto tra il critico e il territorio. Ma ieri – a seguito dell’intervista di Gambini all’Ifg – c’è stato un “cortocircuito” nelle comunicazioni tra i due e si è diffusa l’idea che Sgarbi sarebbe stato «abbandonato» dalla nuova amministrazione.

Dall’opposizione in consiglio comunale, giravano vorticosi messaggini WhatsApp che parlavo di “tradimento” al critico (colui che hanno sempre cercato di mandare via nei mesi precedenti).

Sgarbi, in effetti, probabilmente non sarà assessore, ma – come aveva detto lo stesso sindaco all’Ifg – «non ho ancora formato la giunta, credo che Sgarbi debba essere presente ad Urbino in un ruolo probabilmente diverso» e «non da assessore».

«E’ quanto ho detto a lui sabato – spiega Gambini in tardissima serata – è importante che lui rimanga in un ruolo appropriato ai suoi tempi e impegni e possibilità. Di fatto da assessore non può fare da curatore delle mostre per legge, e quindi è in una condizione limitante. Lui è Sgarbi e non ha bisogno di essere chiamato assessore a Urbino, noi invece abbiamo bisogno di lui e in futuro potremmo anche pagarlo cosa che ora non è possibile per incompatiblità. Dire che non lo voglio è assurdo, so che lo chiamano e glielo dicono. Ma lui sa che l’ho sempre difeso e l’ho difeso con tutta la mia forza sempre. Per questo l’ho interpellato per primo. Poi se le mie parole vengono interpretate male – magari anche da lui – non posso farci niente. Sabato alla processione di san Crescentino cosa ci siamo detti? Che vorrei dargli un ruolo fondamentale che gli consenta di lavorare. Non vedo problemi, ma soluzioni».

Il brindisi con tutti i sostenitori

E Sgarbi, cosa replica? Interpellato conferma di aver accettato di fare l’assessore a Castiglion Fiorentino. «Quando ho capito che potevo avere un ruolo diverso a Urbino ho accettato il ruolo in Toscana. Certo mi dimetto da membro del Comitato scientifico del Palazzo Ducale e del Comitato Raffaello; ne facevo parte in quanto assessore di Urbino». Ma Sgarbi è anche ironico: «Gambini è riuscito a fare quello che non è riuscito alla Crespini: non farmi fare l’assessore». Come finirà? Sauro Moretti, il “ministro degli esteri e dell’interno” di Sgarbi troverà una soluzione.