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6 apr 2022

Magnifico: "Skansi, fondamentale per me"

Ha destato emozione in città la notizia della scomparsa di Petar Skansi. C’è chi l’ha ammirato prima nei panni del giocatore (nella stagione 197273) e poi da allenatore, dal 1981 al 1984: indimenticabile la Coppa delle Coppe vinta nel 1983 a Palma di Maiorca in finale col Villeurbanne, ma anche la prima finale scudetto, persa contro il Billy Milano nel 1982 dopo aver dominato la stagione regolare con una pallacanestro spumeggiante. Allora la finale si decideva al meglio delle tre: la Scavolini perse la prima in casa, mentre a Milano gara2 fu decisa da una stoppata di Gianelli su Sylvester che i tifosi storici ancora non hanno digerito. Così come Dan Peterson non digerì mai il -45 subìto in una favolosa partita al vecchio palas: il poster con Kicianovic in volo e il tabellone che inquadra il risultato (110-65) è stato appeso nelle camere di centinaia di ragazzi pesaresi. La costruzione del ciclo che portò ai due tricolori iniziò proprio con lui in panchina, grazie agli arrivi di Sylvester e Magnifico. Per convincere il giovane Walter, che all’epoca aveva appena 19 anni, Skansi andò a casa sua, a San Severo. Un acquisto che si rivelò l’architrave della società, un regalo enorme di Pero alla Vuelle.

Magnifico ricorda con affetto l’allenatore che è stato un punto di riferimento per la sua carriera: "La notizia della perdita di Pero mi rattrista molto. Arrivai a Pesaro per suo volere. I suoi insegnamenti tecnici ed umani sono stati fondamentali per la mia crescita: Pero è stato l’uomo della svolta, con lui si sono poste le basi per i futuri grandi successi del nostro club. È stato un grande allenatore, ma soprattutto una persona di grande spessore umano. Resterò per sempre legato a lui". Anche Ario Costa sottolinea il rapporto che lo legava a Skansi: "Pero ha lasciato a Pesaro un ricordo molto significativo, con la Vuelle ha ottenuto dei grandi risultati. Fu lui a convincere i dirigenti dell’epoca a portarmi a Pesaro. Non solo in campo, ma anche fuori dal parquet è stata una persona eccezionale, un vero fuoriclasse".

e.f.

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