Valentino Rossi abbraccia il fratello Luca Marini (Afp)

Pesaro, 5 novembre 2018 - Nel giorno in cui Valentino Rossi cade quando è in testa alla gara di MotoGp e il pilota del suo team, Francesco Bagnaia, si aggiudica il titolo mondiale di Moto2, la ciliegina sulla torta è la vittoria, sempre in Moto2, di Luca Marini, fratellastro di Rossi, che centra il primo trionfo in carriera. Per non lasciare nulla al caso, Marini, che si era piazzato secondo in qualifica, in gara è stato capace di imporre il suo ritmo, dominando dalla prima all’ultima curva. Avesse vinto anche il Dottore, come ha detto lui stesso, «sarebbe stata la giornata più bella della mia carriera».

Signora Stefania Palma, madre di Valentino Rossi e di Luca Marini, pare che lei non riesca a fare a meno della «dose» di vittorie dei suoi figli. «Bella la prima vittoria di Luca e ci poteva stare anche quella di Valentino». Lei è proprio insaziabile. Per sette mesi, quasi ogni domenica, i suoi due figli mettono casco e tutta, salgono in moto e sfrecciano a trecento all’ora.

Questo non le fa impressione o paura?
«Non ho mai avuto paura, certo so che la velocità è pericolosa, ma non ho paura».

O forse ci si è abituata?
«No, questo mai, a questi tipo di cose che riguardano non uno ma due figli, non ci si abitua mai».

Di positivo, oltre alla soddisfazione come nel caso di questa bella vittoria di Luca, cosa c’è?
«C’è che dalle sue prestazioni di quest’anno capisco che è soddisfatto e contento del lavoro di gruppo che sta facendo assieme agli altri».

Ha visto il televisione l’abbraccio gioioso dei due fratelli (FOTO) a diecimila chilometri di distanza?
«Certo, mancavo solo io, ma sono troppo mammona ed è meglio che fossi qui. Lo sport è fatto anche di questo».

Secondo lei questa è stata la stagione della consacrazione di Luca come pilota di rilievo?
«Adagio, una cosa alla volta, adesso ha tutto l’inverno per pensarci e per continuare a lavorare».

Fra l’altro, visti i cambiamenti, il prossimo anno sarà prima guida del team Sky VR46.
«Lo ripeto: avrà da lavorare».

Ma lei ci pensava che Luca avrebbe seguito le orme di Valentino?
«All’inizio non ci pensavo affatto, lui era bravo a scuola, me lo figuravo all’università. Oggi che, lui e Valentino, li vedo lavorare insieme, studiare insieme le soluzioni, condividere una passione comune, mi sono reso conta che anche questo apre la mente come la scuola».

Mi dia un parere sulla stagione di ciascuno dei due gioielli.
«Premetto che sono due situazioni completamente diverse. Valentino mi è piaciuto per l’impegno costante di ricercare il meglio e per la sua tempra di combattente. Luca è andato in crescendo grazie al lavoro di anni: buoni piazzamenti, podi e infine la vittoria, netta e meritata».

Possiamo dire che ormai è fra quelli che contano?
«Possiamo anche dirlo, ma ogni stagione è diversa e nessuno regala nulla».

C’è qualche festeggiamento in previsione?
«Faremo una festicciola appena ritornano a casa. Abbiamo già fatto festa per telefono».

Quanti gran premi ha visto dal vivo quest’anno?
«Solo Misano. Preferisco seguire le gare da casa».

Se lo ricorda lo slogan "due è meglio che one"?
«Certo, lo vedevo in televisione».

E le suggerisce qualcosa?
«Forse sì...».

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ANSA

Qui la classifica piloti del Mondiale MotoGP dopo il Gran Premio della Malesia.